24 giugno 2018

Padre Pio da Pietralcina, in grazia dei doni carismatici di cui è stato rivestito in vita, è anche ai giorni nostri uno dei santi più seguiti e venerati.

Molti ricordano certamente i segni esteriori delle stigmate, ricevute il 7 settembre 1910 e rimaste invisibili sino al 20 settembre 1918, per poi scomparire definitivamente dopo la sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968.

Un poco meno noto è forse l’evento della tranverberazione, così descritto da Padre Pio in persona:

"Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque (agosto 1918), quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all'occhio della intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro, con una punta ben affilata, e che sembrava da essa punta che uscisse il fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell'anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Questo martirio durò senza interruzioni fino al mattino del giorno sette. Cosa io soffrii in questo periodo sì luttuoso, io no so dirlo. Persino le viscere vedevo che venivano strappate e stiracchiate dietro di quell'arnese, ed il tutto era messo a ferro e a fuoco."   (Epist.I, pag. 1065) Padre Pio pensa subito ad una nuova punizione inflitta a lui dalla giustizia divina, a lui, povero peccatore: "Io ho tutte le ragioni di temere e di essere in una estrema angoscia"[6]. Padre Benedetto lo consola, dicendogli che "Gesù, dalla sera del cinque sino alla mattina del sette agosto ti diede un'altra prova del suo amore speciale. La ferita spirituale di quel celeste personaggio è il segno dell'amore di Dio per te", e gli ricorda che il sei agosto era la festa della trasfigurazione del Signore. Spiega ancora Padre Pio: "Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte. Sento nel più intimo dell'anima una ferita che è sempre aperta, che mi fa spasimare assiduamente. "   (Epist. I, pag. 1065)

Commemoriamo dunque questo anno del "centenario" di Padre Pio con la seguente preghiera:  

Inno di lode

Amato padre Pio,

ogni cuore umano inneggi in questo giorno e per sempre

a lode e gloria della tua trasverberazione e stigmatizzazione,

che di Gesù hanno realizzato la presenza e la benedizione all'intera umanità.

Ti preghiamo d'essere, in unità con Maria Ss.,

grazia e protezione a lode e gloria della Ss. Trinità,

Eterno Amore!

Amen

 

 Nota: questo evento riporta alla mente la Transverberazione di santa Teresa d'Avila, che scriveva:

“Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio.” (Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13)

Tale scena è superbamente raffigurata in una scultura in marmo e bronzo dorato di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1647 e il 1652 e collocata nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Roma.

Secondo i testi di Gabriela Bitterlich questo angelo è San Baruchim

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