Corona del Cuore Immacolato di Maria SS.

“Progetto vento”

 

La soluzione al riscaldamento globale indicata per via carismatica
implica la produzione di ingenti quantità di energia rinnovabile

13-16 giugno 2018

L’atmosfera del pianeta terra si sta riscaldando, e questo è un fatto innegabile.

Sebbene quanto sia opera dell’uomo e quanto di un ciclo naturale non sia dato di stabilirlo con certezza, è indubbiamente compito dell’umanità combattere tale fenomeno che rischia di destabilizzare gli equilibri ambientali di tutto il pianeta.

Le soluzioni tecniche sinora proposte da scienziati, ricercatori o studiosi nei vari ambiti sociali non hanno ancora prodotto e neppure lontanamente raggiunto il risultato sperato.

D’altro canto anche solo l’ipotizzare di limitare l’attività umana per ridurre le emissioni caloriche o comunque inquinanti e quindi causa dell’effetto serra trova opposizioni pratiche insormontabili, anche se molti si dichiarano in linea di principio d’accordo. Ma poi rinunciare di fatto agli standard di vita attuali è cosa facile da dirsi ma non da farsi, men che meno a livello comunitario mondiale.

L’uomo dunque pare non abbia altra scelta che continuare la sua corsa verso la distruzione del pianeta terra, limitandosi a registrare le variazioni termiche e tamponare qua e là.

Iddio nel frattempo non è rimasto a guardare impassibile, e appositamente interrogato in merito ha espresso chiaramente il suo pensiero tramite una carismatica cattolica italiana.

La soluzione proposta da Dio all’uomo è alquanto semplice.

Se l’atmosfera si sta riscaldando eccessivamente, occorre raffreddarla.

Idea banale, diranno molti, quasi sciocca. Infatti, come poter intervenire su volumi d’aria così immensi a meno di utilizzare cicli di refrigerazione che a loro volta implicherebbero l’uso di ingenti quantità di carburanti fossili e che quindi risulterebbero in definitiva ancor più deleteri verso l’ambiente, costituenti una cura che ucciderebbe di colpo un paziente già così gravemente malato?

L’occhio di Dio vede però al di là del nostro naso.

È assodato che è possibile raffreddare un gas, quale è l’aria, facendogli compiere del lavoro per il ben noto principio della termodinamica classica, come avviene ad esempio in un’espansione in turbina che metta in rotazione un alternatore per generare energia elettrica.

Per espandersi contro la pressione atmosferica l’aria deve però preventivamente venire a trovarsi ad una pressione superiore. Anche i flussi ventosi sono dovuti a piccole differenze di pressione che si creano naturalmente nell’atmosfera a seguito del riscaldamento solare. Ma il raffreddamento a seguito degli attuali generatori eolici è molto limitato. Occorrono differenze di pressione molto più elevate per ottenere effetti sensibili.

D’altro canto come è possibile comprimere efficacemente volumi d’aria elevati, facendo in modo che il lavoro compiuto nella compressione e riscaldamento conseguente sia nettamente minore del lavoro ottenuto in una susseguente decompressione in turbina, di modo da creare un ciclo virtuoso che raffreddi l’atmosfera in maniera significativa senza necessitare di apporti energetici esterni, ma che addirittura e direi obbligatoriamente costituisca un nuovo modo per ottenere energia pulita e rinnovabile?

Maggiore l’energia netta prodotta, maggiore la diminuzione di temperatura!

Sembrerebbe tutto troppo bello per essere vero, diranno in molti storcendo il naso.

Gli attuali sistemi di compressione necessitano infatti di grandi quantità di energia col risultato finale di riscaldare l’aria e una conseguente decompressione in turbina consente di recuperare solo poco più di un decimo della energia spesa.

Ebbene, per ovviare a tale complesso problema Dio ci ha proprio indicato di guardare un poco al di là del nostro naso… ovvero alle distruzioni provocate dai tornado d’aria.

È abbastanza intuitivo comprendere come un flusso d’aria possa creare del lavoro, ma le distruzioni di un tornado sono di ben altra intensità. Ne sanno qualcosa le centinaia di scienziati di tutto il mondo impegnati nella loro comprensione (http://www.vortex2.org/home).

Difatti distruggere equivale a compiere del lavoro. Ma come può l’aria comprimersi a tal punto da potersi poi espandere e compiere un tale ingente lavoro in modo del tutto naturale?

Secoli, oserei millenni di ricerca scientifica hanno cercato la spiegazione a questo fenomeno senza minimamente riuscirvi.

L’ingegnere scozzese William John Macquorn Rankine attorno al 1850 ha elaborato sì le formule per il moto dei vortici naturali, ma senza comprenderne il meccanismo fisico. A conferma di ciè anche la moderna fluidodinamica computazionale evita di trattare i vortici in quanto tali e simula le turbolenze anche vorticose aggiungendo ai calcoli un disturbo statistico tratto dall’esperienza empirica.

I vortici d’aria restano dunque ancora oggi un mistero per la conoscenza umana. Fior fiore di scienziati si sono cimentati con essi e con la conseguente turbolenza. Werner Heisenberg, uno dei padri della meccanica quantistica, andava in modo blasfemo dichiarando a metà del secolo scorso che neppure Dio avrebbe saputo rispondere ad una domanda in merito.

Già dall’antichità comunque Aristotele ed Anassimene consideravano i vortici d’aria come conseguenza di un fenomeno di addensamento. In accordo con essi, Dio lo ha ridefinito quale parte di un possibile “processo di compressione dinamica dei gas”.

Una piena sfida alla scienza e conoscenza mondiale dei giorni nostri.

Eppure non è da trascurare che nel 1858 un ingegnere francese, Henry Giffard, ha inventato un iniettore che anch’esso sfida il buon senso moderno. Oggi a nessun ricercatore verrebbe in mente di realizzarlo. Infatti iniettando un vapore a 12 bar di pressione iniziale in acqua a 1 bar tale dispositivo è in grado di creare un fluido misto con prevalenza di 24 bar, atto a rialimentare la caldaia di un treno a vapore. Pochi lo conoscono. Molti scienziati preferiscono ignorarlo, non riuscendo a spiegare il fenomeno. Non viola la legge della conservazione della energia, questo è certo ed assodato, ma il segreto non ancora compreso sta anche qui nella messa in rotazione del fluido mentre si espande in moto lineare.

Tecnicamente come questo sia possibile è un dettaglio scientifico ancora coperto da segreto, per prudenza imposta da Dio stesso a causa dell’attuale generazione umana non ancora pronta ad accogliere novità così importanti e che, se usate male, avrebbero ripercussioni sulla vita sulla terra ben peggiori dello stesso riscaldamento globale.

Cosa fare dunque?

Occorre un piccolo resto, un manipolo di persone credenti nella potenza di Dio Padre, nella parola del suo unigenito Figlio, Gesù, e nei carismi d’amore dello Spirito Santo che promuova e custodisca le invenzioni divine a beneficio di tutta l’umanità rinnovata e santa.

 
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