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Il demonio avanza, il Signore lo sconfigge 02/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, ecco, il demonio
agisce impunemente ed alacremente. La sua corsa non ha posa, mentre il
popolo dorme. Egli si nasconde e opera in tutte le realtà, ma si fa
manifesto nella sua azione, e si è fatto così sfrontato e sicuro di sé e
delle sue conquiste che ne ride beffardo. Giunge ormai, nella sua sfrontatezza,
di entrare negli stessi confessionali, a porsi dinanzi e sugli altari:
niente lo arresta, se non dinanzi all’Eucaristia, ove egli arretra, ma
ne usa i suoi scherni per colpirla e denigrarla. Non ne può comunque
cambiare la sostanza e ciò che è: essa rimane tale nella sua
incontrastata purezza e santità. Altro baluardo che lo fa arretrare è
dinanzi a coloro che vivono la devozione a Maria, che possono essere sì
colpiti, feriti, ma mai saranno sconfitti o di sua appartenenza. La stessa Parola di Dio, che è
creatrice, che sana, libera, riforma, che simile a una spada spezza le
catene del nemico, egli, per far sì che non ne porti i suoi effetti, la
deforma nei suoi contenuti usando gli stessi teologi che sono alla sua
mercè. La Chiesa non parla più del demonio,
non ne avverte della sua pericolosità il
popolo per non essere accusata di medioevalismo, o perché molta parte di
essa non crede più alla sua presenza, se non nella sua stessa esistenza.
Egli invece è un essere pensante, operante, diabolico e infestante, e
proprio coloro che non vi credono si fanno le sue maggiori prede. Non si insegna più quali siano le armi
spirituali con le quali le anime possono difendersi da lui, lasciandole
così allo sbaraglio del demonio. Il nemico ha dalla sua parte e nelle
sue fila i potenti, ne sfrutta l’ambizione e la superbia, la smania di
potere o di ricchezza, e li usa come fantocci verso le genti a loro
distruzione, ne acceca le menti, li ottenebra di eternità, e sebbene
abbiano già per la loro età un piede nella fossa non capiscono nella
loro ottusità che il tempo sta per essi scadendo. La maggior via, però, attraverso la
quale il nemico agisce mietendo vittime alla sua conquista è l’impurità,
i peccati della carne che egli fomenta, quella lussuria che dilaga nelle
sue più aberranti forme alle quali gli uomini non arretrano, non
considerandola più un peccato, ma un diritto acquisito con l’evoluzione
del progresso. Non ci si disarma e vi si fa rinuncia
in nome della purezza e della castità, ormai considerati più nulla: non
una virtù, ma una perdita. Il Vangelo di oggi narra proprio di
come Io, entrando nella sinagoga di Cafarnao, incontri un uomo posseduto
da un demonio impuro. Era penetrato in lui proprio per i molti peccati
della carne, ma dinanzi a me, alla mia Persona, alla mia parola che
emetto dicendo: “Vattene, esci da lui”, che il diavolo si dilegua e la
creatura liberata. In tutti i tempi, ma particolarmente in
questo, la lussuria si è fatta più perversa e non ha più limiti. È
diventata una perversione che tocca e non si arresta nemmeno dinanzi
all’innocenza. Il demonio fa così un ammasso di
prigionieri alla sua sequela legati e sottoposti alle fami che egli
pone. Ma gli uomini cosa fanno? Potrebbero ricorrere a Dio per sottrarsi
a lui. Invece non chiedono più il suo aiuto, rimanendo come pecore senza
scudo dinanzi alle belve che li sbranano. Cosa fare, figli miei? Lo dice la prima
lettura: “Restate uniti a Gesù Cristo, adoranti e nutriti
all’Eucaristia”. Vivete il mio insegnamento nella sua radicalità secondo
gli antichi precetti, gli ordinamenti dati che non possono essere
variati di ciò che ho detto. State accanto alla Madre Santissima,
vivetela, pregate con lei che ne fa discendere lo Spirito Santo che vi
corrobora di sé e vi si stringe tutti intorno a sé con la sua fortezza. Siete figli della luce, non delle
tenebre, e quindi del giorno, e nel giorno si vigila e si sta pronti,
desti alla mia venuta in ogni momento per essere salvati per mezzo del
signore Gesù Cristo. Ecco, il mio piccolo resto sarà il
lievito che ricreerà il mio popolo, mentre i figli del diavolo verranno
sconfitti ed estirpati con le loro cattive opere, in modo che sia
ricreato il popolo di Dio in una nuova progenie. Vi benedico.
03/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, la Parola di Dio è
potente, efficace, curativa da ogni infermità, liberatoria, dà
conversione e ne cambia i costumi, illumina le coscienze e ne riforma la
vita. La parole è cura per l’uomo.
Questa era la mia missione andando tra
paesi e tra le genti nel portare il mio messaggio, e ove profferivo il
mio insegnamento, e la mia voce si innalzava e faceva eco nei cuori, le
persone venivano guarite da ogni malattia, le più sconosciute per quei
tempi. I demoni venivano cacciati, le creature liberate dalla loro
prigionia, le menti illuminate nel pensiero, l’agire si poneva al retto
cambiamento. Ove Io passavo era la scia della salute. La Divina Parola ha sempre il medesimo
potere, è sempre valida ed efficace e ne apporta il suo massimo bene. Ma
come mai oggi non avvengono più tali miracoli? Perché non si vedono
attuati i suoi portenti? Per tre motivazioni. La prima è il non ascolto: gli uomini
non ascoltano, il loro pensiero è altrove o non ne danno rilievo e
credibilità. Ma tutto, figli miei, parte dall’ascolto, sicché il Padre
vostro nelle Sacre Scritture non fa che ripetere: “Ascolta Israele,
ascolta”, dato che se non c’è ascolto la Parola non è recepita e non
porta il suo santo effetto. La seconda motivazione è che accade che
pure per quelli che si reputano credenti e ascoltino, non accolgano
l’insegnamento dato, poiché vogliono disporre la propria vita secondo i
propri criteri, vivere secondo i propri schemi e desideri, seppur
contrari alla Santa Parola, dandosene una continua giustificazione. Terzo, la Santa Parola viene attaccata,
smembrata nel suo senso, cambiata nell’interpretazione. Questo avviene
da sempre con eresie che ne hanno portato divisioni e spaccature nella
Chiesa. Ma oggi nei servi di Satana l’attacco si fa diretto. Le loro
intelligenze perverse ne trasformano il significato dicendo: “Sì, il
Cristo ha detto questo, ma voleva dire tutt’altro”, oppure: “Era un
discorso valido per quei tempi, ma non per oggi, ormai superato. È solo
per mezzo nostro che si è rivelato il vero significato a cui abbiamo
dato la reale scoperta, corrompendone così le Sacre Scritture nella loro
verità. Parola non più intesa, vissuta e
compresa, assimilata nelle sue essenza di verità, in quanto così
deformata non apporta più la sua opera risanatrice e liberatoria. Ne
cessa la sua funzione salvifica, non è più ciò che è. Il demonio la
distorce a suo piacimento per portarne confusioni all’uomo che, senza un
punto coerente, stabile, fisso di ciò che è stato detto, cade nel caos e
nel peccato. La massa non se ne dà pensiero, anche
all’interno della Chiesa. Gli uomini se ne vanno piuttosto perduti agli
inferi, vivere in un mondo malvagio e di ingiustizie, che piegarsi e
accogliere ciò che Dio dice, pur se poi ne paga il suo tributo in
malattie e dolori, sofferenze di ogni genere, occupati come sono dal
maligno. Cosa accade? Che per coloro che mi sono
rimasti fedeli, per quelli che ancora mi seguono e mi amano, pochi
dinanzi alla moltitudine, essi si fanno carico come Cristo della croce
per la salvezza dei loro fratelli che vanno perdendosi, ne vivono della
Santa Parola adempiuta il riscatto della redenzione, facendosi essi
stessi cura e medicina che ne paga il tributo per il prossimo. Se tutti ascoltassero, accogliessero,
vivessero ciò che la Parola Divina guida e insegna, figli miei, questo
mondo sarebbe un giardino, un eden terrestre senza malattie,
tribolazioni e tormenti. L’uomo si farebbe libero, libero in Dio. Il
demonio verrebbe cacciato perdendo ogni potere su di voi. Quale canto d’armonia si leverebbe tra
di voi e il cielo! Vi benedico.
04/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, ah, se ci fosse la
fede, quale raccolto di bene avreste, quella fede che mi professa nel
Vangelo di oggi Pietro dopo una notte di duro e vano lavoro di pesca nel
quale non ha preso nulla. Ma al mio invito di ritornare mi dice: “Sulla
tua parola, Signore, getterò le mie reti”, ed è stata una pesca così
abbondante che se ne sono ricolmate le barche di pesci, quasi ad
affondarle. Come mai oggi non c’è più tutta questa
abbondanza di anime alla rete della Chiesa? Come mai le chiese oggi sono
così vuote? Ove sono le anime? Forse è Dio che si è dimenticato degli
uomini, o sono gli uomini che si sono dimenticati di lui? I cristiani si sono fatti sterili
poiché non obbediscono alla parola del Signore, non ne hanno fede e i
loro spiriti si fanno avvizziti di vita. Se non viene partecipato
l’amore con Dio, vostro creatore e sposo, non ne può nascere nessun
figlio alla grazia, alla sua rinascita. Senza condivisione di
partecipazione, di fusione con il Padre Santissimo, di conseguenza anche
le chiese si fanno sempre più scarne di creature, dato che lo spirito
non vi sussiste. Ove lo Spirito è ed è pulsante, alla sua accoglienza se
ne fa manifesto ed evidente nella sua azione di frutti. Come mai le culle si fanno sempre più
vuote? Perché ugualmente non c’è unione al Padre creatore che ne dà
scintilla di ogni creazione pure umana. E come mai la natura spesso si ribella
e si ritorce contro di voi? Essa patisce la fomentazione del male che la
impregna della sua essenza a causa del peccato commesso. È una forza che
le è contraria e che la natura rifiuta e scuote, dato che le è dissimile
e inversa alla sua fedeltà, alla sua lode al Creatore. Figli, nella misura in cui siete
impastati, impregnati d’amore di Dio, alla sua unione, che vi fate e vi
ricolmate della sua energia di benedizione, di ogni grazia creatrice,
che se ne diffonde ovunque e ne porta il suo bene. Ma se siete distanti,
opposti a lui, se ne vivete il male, voi vi ricolmate dell’energia
negativa che si diffonde e porta la sua distruzione sugli uomini e sul
creato. Il Padre Santissimo opera in costante
evoluzione di creazione, ma se gli uomini la rifiutano cosa potrà fare
per essi? Il suo Cuore ferito per il disamore dei suoi figli e rivolge
il suo sguardo a coloro che gli rimangono accanto, che come Pietro sulla
sua parola vivono e operano. Questi si fanno il balsamo alla sua ferita.
Li guarda e li rimira consolandosi ancora dell’uomo e ne attende che si
facciano ancor più vicini, più vigili e partecipi alla sua unione con la
preghiera, con la carità, nell’offerta, per farsi quei pescatori di
anime che portino per quanto più è possibile alla sua barca tutti gli
altri figli, i loro fratelli, prima che la porta della misericordia per
loro si chiuda. Vi benedico.
07/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, nel Vangelo vi dico:
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre,
la moglie, figli, fratelli e sorelle, e persino la propria vita, non può
essere mio discepolo”. Gli affetti, i vincoli umani si fanno pesi,
catena e intralci che ostruiscono il cammino del discepolo quando essi
occupano totalmente e in modo prioritario il suo cuore. Se poi questi affetti sono fusi al
peccato, ai propri interessi e si fanno fondamentali nel vostro pensiero
e nella vostra opera, si fanno il vostro unico fine, se non vengono
sradicati dal loro errore, dal legame che si fa perentorio, Io vi dico
che per quanto ci sia sempre l’entusiasmo iniziale alla mia sequela, poi
i vostri vincoli, pur rivestiti nel loro ruolo sacro, si fanno idoli che
tornano come tiranni a gridare il loro bisogno, il desiderio del loro
pieno vissuto nel loro completo ritorno, sì da arrestare o inquinare il
vostro percorso spirituale. A questo motivo va data introspezione
al vostro stato per dare un’opera di risanamento alla vostra anima, al
vostro modo di pensare e amare, poiché tutto ciò che va oltre dell’umano
si fa idolatrico: un amore malsano, malato, un amore carnale che perisce
alla terra. Bisogna oltrepassare, superare la propria umanità impregnata
del suo egoismo, anche se si nasconde in sentimentalismi e desideri
propri per saper amare Dio, l’unico vero amore che salva, che cura e dà
salvezza. Seguire la mia sequela è prepararsi ad
affrontare la battaglia, è una lotta. E, così come descrive il Vangelo,
bisogna saper valutare le proprie forze per poterla affrontare,
recidendo ciò che ne dà ostacolo e la indebolisce. Necessita che ne
portiate a termine l’opera da compiere, così come descrivo altrove: “Non
è degno di me chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro”, dato
che Dio vuole che la battaglia sia vinta, l’opera portata al suo
compimento, la vostra fedeltà vi accompagni al suo traguardo. Differentemente, mentre lo sradicamento
del peccato e dei vizi si fa evidente nella sua ragione, quanto è più
subdolo l’attaccamento alle creature, pur negli affetti più nobili.
Molti affermeranno: “Signore, tu non vuoi che noi amiamo”. No, figli
miei, ma Io desidero che amiate di un amore che non si antepone al
pensiero, al volere al progetto divino, quando per compiacere gli altri
ne rinnegate la fede, quando ne date assoluzione di ciò che è male per
non perdere i vostri posti e il vostro benestare, quando ne rinnegate la
volontà di Dio alla sua chiamata o ne trasgredite i comandamenti per
dare credito ai vostri cari o a voi stessi, quando discriminate la croce
e ne date rifiuto o la rigettate sul prossimo, il cui dolore non tocca
il vostro cuore. E quanti genitori che accolgono il peccato del figlio,
senza porsi alla sua liberazione. Infinite sono le occasioni che si
presentano nelle quali ci si fa compromesso per non perdere ciò che
amate. Ed è in quest’atteggiamento che viene messo in rilievo che amate
voi stessi al di sopra del vostro Signore. Come fare quindi quest’opera
di distacco santo che ama per un bene superiore di salvezza? Figli, il vostro Santissimo Padre ve ne
ha dato tutti i mezzi, soprattutto con la preghiera. Date a Dio i vostri
vincoli , i vostri amori, le vostre difficoltà a recidere ciò che si fa
nocivo e vi costa, non riuscite e ne soffrite. Pregate, e il Signore basta che ne veda
la reale intenzione di verità, di buona volontà, che egli vi dona lo
Spirito Santo, ne fa discendere la sua fortezza, si fa egli stesso
potatura di ciò che è negativo e che vi rende così prigionieri per
rendervi di nuovo liberi di divenire un discepolo di Cristo. Vi benedico.
08/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, oggi celebrate la Natività di Maria,
la nascita delle nascite, perché è per la sua nascita che ne deriva e ne
dà origine la nascita di Cristo e la vostra stessa nascita al cielo,
sicché ella vi è Madre. È nel suo libero consenso che il Santissimo
Padre ha anteposto la venuta nel mondo di suo Figlio, e nel suo “sì” la
rinascita e la salvezza delle creature. Maria compie nella sua nascita la realizzazione delle
antiche profezie, così come predice nella prima lettura il profeta
Michea: “Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei
che deve partorire”. Ed ecco lei che, nella sua venuta, porta alla sua
attuazione la nascita dell’atteso, del Messia, che ha dato a voi vita
nuova alla grazia cancellando il peccato nel suo Sangue per ridarvi il
cielo, che per esso vi era ormai stato precluso. La Madonna è l’aurora di questo nuovo giorno che apre
il capitolo nuovo della storia nella rinascita dell’umanità. Il
Santissimo Padre da sempre la ha pensata, e nel tempo maturo ne ha dato
vita nel fiore più bello trapiantato sulla terra. Lei, il giglio
immacolato la cui bellezza risplende, il suo profumo incensa di santità,
possedendo il nettare squisito che dà nutrimento. Dinanzi a cotale meraviglia Iddio, non la ha però
rinchiusa ed esclusa dal mondo, ma la ha posta tra gli uomini, nel
pantano della terra, per far sì che essi ne contemplassero della sua
bellezza, se ne profumassero della sua santità, se ne nutrissero della
dolcezza del suo nettare in ogni bontà. E, pur immersa nelle miserie
umane, Maria è rimasta intoccata e fissa alla sua sostanza immacolata di
ogni virtù. Con quanta trepidazione e attesa gli anziani genitori
l’hanno richiesta con le loro preci e suppliche al Padre celeste. Con
quante preghiere e offerte. E quando è giunta ad essi la notizia della
sua prossima venuta, quale giubilo è stato per loro! La Madonna è stata annunciata della sua nascita
dall’angelo Gabriele, così come poi accadrà per il Figlio, e Sant’Anna
ne ha curato la sua gestazione con la massima cura, come chi contiene in
sé la gemma più preziosa che va nascosta e tutelata in modo che sia
protetta e difesa sino a quando il Santissimo ne scandirà il tempo della
sua nascita. Sant’Anna ha vissuto la sua gravidanza perlopiù reclusa
nella casa, tra canti, inni e preci di lode all’Altissimo, ma il
demonio, che subodorava un evento eccezionale in quella casa e da quella
donna, faceva sentire il suo scalpitio e il digrignare dei denti intorno
alle mura. Ma ella era in un’altra dimensione, allietata com’era dalla
visione degli angeli che la circondavano, e poteva rimirare dinanzi a sé
simile a un cristallo trasparente, nel quale era infuso e irradiato di
luce divina l’evolversi della crescita della sua creatura. Maria nasce proprio all’Aurora di un giorno, all’alba
del suo inizio, dato che essa dà anticipazione e prepara il sole radioso
di Cristo che verrà nel pieno giorno. Quale esultanza hanno provato
questi santi genitori di un dono così grande non solo per essi, ma per
l’intera umanità. È nata colei che è la nascita di tutti, vita
nell’unione immacolata con Dio che genera alla grazia e si fa porto di
salvezza in chi in lei si rifugia. Ella, unita a suo Figlio, vi ha
riscattato nelle doglie del parto della croce, ove le sue lacrime, fuse
al sangue di Cristo, viene aperto le porte della vostra natività al
cielo. Amate questa Madre, statele accanto, portate in voi il
suo seme di riscatto, l’impronta della sua divina grazia. Fate
germogliare questo seme. Così come voi siete il composto delle
generazioni passate, dei vostri antenati di cui non conoscete la storia.
Eppure, hanno vissuto come voi e voi ne siete una loro diramazione, ne
siete il prodotto della loro fusione di geni, di somiglianze, di
attitudini. Ugualmente in Maria ne portate il segno nello spirito
della sua maternità divina, dei suoi attributi celestiali, del suo
riscatto come Madre addolorata. E se da voi accolti, essi vi faranno
nascere alla vita dell’eternità.
Vi benedico.
11/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, il messaggio del Vangelo di oggi è
ostico, duro da recepire ascoltandolo. Quanti affermeranno che è
addirittura ingiusto. Ma Io vi dico che Iddio supera la giustizia umana
e i suoi parametri. Egli opera e risiede nella dimensione dell’amore che
non ha recinzioni, non ha limiti, tutto abbraccia in una carità che
supera e unisce tutto. “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi
odiano, benedire coloro che vi maledicono”, dice il Vangelo. Voi direte:
“Come è possibile amare chi ti maltratta, che ti è nemico, dare a chi
chiede senza avere nulla in cambio, benedire chi vi odia”. Quello che
per l’uomo non è possibile, è possibile in Dio, se no il Santissimo
Padre non ve lo avrebbe richiesto. Tanto più ci si unisce a lui, tanto più ci si innalza
nel suo amore che Iddio in voi opera e attua concretizzando ciò che vi
chiede. Ne è testimonianza la vita dei santi che, uomini come voi, hanno
realizzato questo Vangelo, poiché sono andati oltre la propria umanità,
il proprio giudizio, la propria conoscenza, per fidarsi del Padre che ne
ha compiuto la loro storia di santità. Voi, che vi credete buoni perché fate cose buone per la
vostra famiglia, spesso i vostri atti di dedizione e sacrificio sono
relegati solo ad essa, ma siete perlopiù chiusi alle esigenze altrui. Vi
recingete alle vostre mura, andate e frequentate anche la chiesa
reputandovi migliori, ma lasciate fuori tutte le piaghe dei fratelli che
aspettano di essere curate e non ve ne date nessun affanno e interesse.
Date a coloro che vi danno, amate chi vi ama, offrite a chi vi rioffre,
ma non soccorrete chi non potrà ricambiare, non amate coloro che si
fanno a voi sgradevoli, quanto maggiormente per coloro che vi offendono
e fanno soffrire. Quante sentenze di condanna espresse pur nel proprio
cuore. Quanti ergastoli di rifiuto dati ai fratelli non amabili che vi
hanno ferito, e nella vostra pretesa di essere giusti vi fate
implacabili sentenziando di non essere come loro, e non operando nel
darne testimonianza di perdono e carità, di accoglienza e cura per
aiutarmi a sanare gli animi e darne riscatto. Quante sorprese avrete al
vostro di giudizio, di fronte alle tante mancanze di carità avute. Ma
cos’è la carità? È carità non solo ottemperare alle esigenze del
prossimo nelle necessità materiali, ma anche a quanti mancati saluti e
sorrisi a chi vi indispone e vi è semplicemente antipatico, di quanto
risentimento per una parola sbagliata, quanto tempo disperso vanamente,
che poteva essere occupato nel dare compagnia a chi è solo. Quanto
consiglio di ogni bene e sostegno nel dare speranza non dato. È carità non ammorbare e appesantire gli atti dei
vostri problemi quando anch’essi portano già i loro pesi. Non si
finirebbe mai, ed Io vi dico che persone che si sono adoperate solo per
i propri affetti e bisogni verranno superate nel regno da chi, pur non
così ligio ai molti precetti, si sono fatti eroi nell’amore, hanno amato
chi non è stato amabile, hanno soccorso a chi è stato loro nemico, hanno
salvato chi non avrebbe avuto merito per il loro errato comportamento,
che hanno dato senza aver atteso compensi o gratificazioni umane ed
hanno vissuto così il compimento del vero amore? Come potervi riuscire, se non stando uniti a Dio, se
non pregando, se non dando il proprio cuore, sé stessi al Signore che vi
infonde dell’amore divino, di quell’amore suo che amerà per voi. Il Santissimo vuole quest’intreccio di fusione e
donazioni a lui che vi fa superare le vostre ristrettezze per far sì che
si crei la sua civiltà d’amore sulla terra, il suo amore che vi renderà
felici. Vi benedico.
12/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, celebrate il Santissimo Nome di
Maria, nome eccelso scritto a caratteri d’oro cubitali in paradiso
accanto al nome di suo Figlio, alla cui visione e al suo suono
inneggiano di lode gli abitanti del cielo e l’Altissimo, all’enunciarne
il Nome, si ricolma di dolcezza come se fosse la sua bocca impastata di
sfavillante miele. Il Nome di Maria è un nome di vittoria: in esso è
impressa la sua storia, l’essenza della sua persona, storie di santità,
di amore, di dedizione, di offerta e martirio, di fortezza, dato che
Maria ha combattuto contro le forze del male, dell’austerità,
dell’asprezza di una vita il cui dolore non l’ha risparmiata. In lei si adempie la prima lettura, ché ella, simile a
Cristo, ha imparato l’obbedienza da ciò che ha patito e la ha resa
perfetta. Una sofferenza che l’ha temprata, che le ha scavato le viscere
di un dolore perlopiù interiore, nascosto agli uomini, ma presente
dinanzi a Dio nelle fibre così intime e profonde che sono più laceranti
e dolorose delle sofferenze fisiche. Niente la ha risparmiata della sua conoscenza, sicché è
Madre che, come nessuna, vi può capire e soccorrere, perché ne comprende
ogni suo senso. La sua vita di patimento la ha accompagnata sino alla
croce, ove la Madonna è rimasta, ferma, fissa fedele e intrepida in
quanti i chiodi ne penetravano il Cuore guardando un figlio, e quale
Figlio conoscendone la divinità, che veniva colpito con immensa ferocia
dando scempio a quelle carni immacolate che lei tanto aveva accudito e
cresciuto con quale grazia e accudimento, mentre ne vedeva gli uomini
che ne strappavano e ne laceravano il corpo come fosse cosa senza anima,
peggio di un animale scarnificato. Ella ne ha partecipato e provato quel patimento che
l’ha resa la Madre di tutti, a cui suo Figlio vi affida, lei Madre della
Chiesa, la nuova Eva, la donna per eccellenza che genera alla vita
nuova, una vita risorta. E se dal legno dell’albero dell’Eden Eva ha
peccato, Maria dal legno della croce ne raccoglie il frutto di salvezza
per tutti. Invocate Maria. Il suo Nome è pegno di vincita su tutti
i mali. Invocate il suo Nome ed ella viene a sostenere anche la vostra
di croce. Non vi lascerà soli e vi sosterrà. Invocatela in tutti i
frangenti. Se sapeste come i demoni la temono, quanto il sentire il suo
Nome li renda furibondi e ne digrignano i denti, così come lo sgranare
dei rosari al cui suono ripetuto delle “avemarie” li fa indietreggiare e
limita, se non annulla il loro potere. Queste “Ave” continue assordano
le loro menti, e qualcosa di più che li umilia non c’è, dato che è una
donna, per quanto Santissima, la Madre di Dio, ma sempre la donna che li
annulla e li vince. Oggi il vociare dei rosari va attenuandosi, sicché il
maligno avanza, ma dove sussiste Maria Dio regna. Per questo vi esorto a
pregarla, a tornare a recitare il rosario che lo sconfigge, aprendovi a
nuove strade di sanità, di liberazione, di cambiamento dei cuori con
lei. Tornate a pregare nelle famiglie, nelle parrocchie,
nelle case, ove potete, e chiamate, invocate Maria. Il suo Nome è soave
e ve ne porta la presenza, sicché tutto il buio scompare e con lei entra
la luce. Il suo nome è vittoria: “Ave o Maria, Ave o Madre
Santa, Ave Santissima Signora. Vi benedico.
14/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, oggi celebrate l’esaltazione della
croce. Una croce gloriosa, non una perdita, non una sconfitta né uno
scandalo, come reputavano romani e giudei, e come ancora oggi viene
guardata e giudicata. Essa è segno di vittoria. Si erge vittoriosa su
tutte le potenze: sulle potenze spirituali e quelle umane per
sconfiggere quelle malvagie e santificarne quelle buone. È croce che
redime, che salva, che rende santi, che annienta tutte le forze degli
inferi. Sulla croce Io ho patito di un dolore immane. Il suo
legno ha scarnificato le mie carni immacolate, e in quelle carni
dilaniate ho unito le vostre, piene di peccato, per far sì che il mio
Divin Sangue le lavasse, le riformasse nella mia purificazione a nuova
sanità, a nuova vita, a nuova dignità di figli ritrovati nel mio
riscatto. Ecco, Io vengo innalzato come il serpente nel deserto
dagli ebrei che, morsi dai serpenti, morivano, ma guardando l’asta ove
esso era deposto venivano guariti e salvati. Ugualmente Io mi sono fatto
antidoto al morso dei demoni che vi hanno infettato nel peccato, ve ne
risano e rimargino le piaghe, ve ne curo e libero dal veleno vi riformo
a nuova salute, a una vita ritrovata alla grazia. Il Padre celeste mi ha mandato a voi non per darvi
condanna, ma per darvi salvezza, e non potevo darvi di più di questo
segno della croce, che è amore temprato nel dolore che ne dà
testimonianza massima, che nella sua sofferenza patita ne stampa il
patto di rinascita. La croce si eleva nel suo trionfo nei secoli, niente
potrà sconfiggerla o distruggerla. Essa si erge nella sua gloria e
vittoria in eterno. Ecco, Io ho fatto la mia parte. Ora tocca a voi, figli
miei, ad unirvi il vostro di tributo nell’offerta della vostra di croce,
che è la spremitura dei vostri cattivi umori, che ne fa uscire e
risplendere l’essenza migliore di voi stessi. Lo so, la temete e la rifuggite perché è pena, ma
questa sofferenza offerta è il vostro unico vero bene che vi appartiene,
dato che vi costa e ne dà il suo vero significato nel vostro pagamento,
il senso del vostro riscatto. Niente si fa più prezioso nella vostra
donazione che solo nella croce accolta, che si unisce alla mia, ve ne dà
santificazione. Io comprendo il dolore che ne provate, ne ho conosciuto
tutte le sue sfumature, niente mi è sconosciuto dei dolori fisici,
morali e spirituali, ne conosco ogni fibra. Per questo vi sono non solo
accanto, ma Io sono nella vostra croce. Se anche non vi sentite compresi dagli uomini, se essi
vi lasciano soli, sappiate che Io non vi abbandono mai, sono sempre lì a
sostenervi, a darvi consolazione, ad asciugarvi le lacrime, a darvene
sollievo. È la croce, figli, l’unica via d’accesso al cielo, è
l’unico mezzo che ne dà prova del vostro onore e fede alla sua entrata.
E senza di essa non c’è salvezza. Ora ne provate la pena, ma essa non è segno come per me
di sconfitta, di perdita, ma si fa per voi segno di vittoria e gloria,
pegno di vita eterna. Vi benedico.
15/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, oggi ricordate la Madonna
Addolorata, la Madre dei grandi dolori, il cui stillicidio ha il suo
culmine sotto la croce, ma nell’arco della vita ha sempre avuto il suo
patimento. Ella, come un diamante perfetto, è interamente filtrata dalla
luce di Dio, ma nella sua eccellenza non è stata esclusa dalla vicinanza
degli uomini che vivevano il loro peccato, non isolata in un castello in
modo che la sua preziosità ne fosse preservata, ma è stata posta nella
terra per far sì che la sua radiosità e bellezza fosse data a tutti, e
tutti se ne adornassero e arricchissero. Tale convivenza ha però comportato alla Santissima
Madre dolori e lacerazioni, in quanto più l’anima si eleva nella sua
unione con Dio, quanto più vive della perfezione della sua grazia, che
ne risente e ne soffre nella sua purezza e sensibilità, avvertendo anche
il pulviscolo del peccato, di ogni pur minima ombra. Il Cuore di Maria, nella sua immacolatezza e
delicatezza, ne percepiva e ne veniva dilaniato per ogni offesa che
veniva recata al Santissimo Padre. Un dolore interiore, profondo e
celato dietro il suo sorriso. Cosa non le è stato risparmiato: dal
distacco così precoce dei suoi genitori in così tenera età
all’incomprensione delle compagne nel tempio, dalle persecuzioni, dalle
fughe, dalla precarietà, nel vedere il disprezzo verso il suo Figlio
Divino, sino a farsi partecipe della sua Santissima Passione e, sotto la
croce, assistere allo smembramento delle carni di suo Figlio. Tutto
vissuto, partecipato e accentrato con la santità e nella sensibilità
d’animo di cotal Madre. Dopo la morte del vostro Signore, che forse per lei era
terminato ogni suo affanno, che fosse finita? Oh, no. Dopo anche
l’evento della risurrezione Maria ha vissuto i suoi spasimi di dolore
nell’anelito e nello struggimento d’amore di lei che voleva
ricongiungersi al suo Figlio Divino, temprata dall’attesa e
dall’ubbidienza nel tempo a lei datole dal Santissimo Padre. Il dolore della Madre prosegue anche ora. Il suo Cuore
è sempre trafitto dalla spada nel vedere che gli uomini peccano tanto,
dallo stato pietoso della Chiesa, e tutto ciò che nel mondo ne vede e ne
comporta dolori, ingiustizie, guerre, e anche la sofferenza che dilania
i suoi figli. Osservare
quanti di essi precipitano alla perdizione, e soffre, particolarmente
per quelle madri che come lei sono addolorate, con figli malati,
agonizzanti o morti tra le braccia per conflitti, per la fame, per la
droga, e da quei figli che si sono fatti così duri e ingrati
nell’abbandono ai loro genitori. La Madre comprende e vi è vicina. Potete poggiare il
vostro capo sul suo Cuore addolorato. Ella perora sempre la vostra
causa. Chiedete per le sue lacrime, per far sì che discendano per
plasmare e rendere duttili tanti cuori di figli perché tornino ad amare.
Chiedete per i dolori di Maria e riceverete grandi grazie. Vi benedico.
La sapienza è frutto della fede 17/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, chi sono i figli della sapienza?
Sono coloro che seguono Gesù Cristo, colui che è la sapienza divina.
Questi si fanno sale della terra: ne vivono e ne mettono in atto le sue
opere di salvezza. Chi sono invece gli insipienti? Quelli che rifuggono il
Signore e che vivono cercando di dare continuamente un senso, un
significato alla loro esistenza nelle svariate realtà umane, senza darne
mai pienezza al loro cuore, così come accade nel Vangelo di oggi, in cui
i farisei disdicono e dichiarano indemoniato il Battista perché vive di
austerità, di privazioni e digiuni, ma ugualmente danno sentenza di
condanna anche alla mia Persona, poiché mi ritengono un mangione e un
beone tra i peccatori. Essi si ritengono superiori, i giusti, la cui
religiosità professata nelle loro norme supera ciò che Io sono ed
insegno, ed è bastante a sé stessi. Non posseggono un fondamento di
verità, non sanno riconoscere perché non posseggono la vera sapienza. Lo stesso accade oggi. Il comportamento umano si ripete
continuamente nella storia. Gli uomini si fanno insipienti. Le
moltitudini non accolgono più la fede, dato che se vengono indirizzati a
viverla nell’austerità, nella via della mortificazione, esse giudicano
che è un sentiero inumano, da folli, ma altrettanto rifiutano il mio
insegnamento che porta il suo riscatto e la sua cura nell’amore tra le
creature poiché ritengono che a loro non necessiti. Sono già secondo i
loro criteri persone per bene, sono già arrivati ed è bastante al loro
modo di vivere, alla loro coscienza e moralità, non hanno bisogno di
Cristo. Ma cos’è la sapienza? La sapienza è la fede, è la fede
in Dio. A questa affermazione, molti diranno che la fede e sì una grazia
che si può ricevere, un dono di Dio. Sì, figli miei, è sì un dono, ma il
Signore lo offre a tutti. Non ha figli o figliastri, ma attende che essa
sia ricercata, desiderata, chiesta. Se non c’è nessun anelito, se c’è
indifferenza, come può offrirla a chi non lo vuole? Richiede altresì che ci sia una conversione, un cambio
di comportamento, una remissione dal peccato. Ma se la creatura non vuol
retrocedere dal suo cattivo agire come può l’altissimo Signore dare la
fede, che è un tesoro prezioso, a chi la calpesterebbe sotto i suoi
piedi, continuando a peccare? Voi direte: “Ma se non c’è un’iniziale motivazione
nella fede, come può la persona comprendere ed avere desiderio e porsi
alla sua ricerca e alla sua conversione?”. Figli, Iddio ha posto nello spirito di ognuno il suo
Santissimo Alito, il soffio che vi dà vita. Ha posto il suo timbro di
luce che dà già senso al bene, al cammino di rettitudine da percorrere
in ogni uomo. È l’uomo che deve fare la sua scelta. Ecco, il Santissimo Padre è alla porta e attende il
figliol prodigo nel suo ritorno, pronto a dargli il suo perdono ed
arricchirlo dei suoi beni, ma attende che sia il figlio a scegliere che
torni a lui. È il figlio che lascia il suo pantano per staccarsi da esso
ritornare al Padre e ritrovare così la propria dignità di figliolanza
divina che ne rioffre tutta la sapienza per vivere in grazia. Figli miei, siate sapienti, vivete della fede che vi
innalza nella sua sapienza. È essa che fa vivere la vera vita.
Nell’insipienza che si fa stoltezza è il vuoto che si disperde nel
nulla. Vi benedico.
La dissacrazione della Santa Parola 19/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, San Paolo vi ammonisce: “Non
cambiate il senso alla Santa Parola, non la deformate dando cambiamento
alla dottrina di Cristo. Guai a coloro che commettono tale empietà. Per
il Signore si fanno scomunica”. Tutto ciò che fomenta queste persone,
che trasformano e dissacrano la Sacra Parola, è l’orgoglio e la
superbia. Ecco, la Chiesa è caduta nel loro inganno. Essa, che
detiene il tesoro divino, si fa spesso traditrice del suo insegnamento
deformando di conseguenza le coscienze e creando il caos, la confusione
tra i figli di Dio. Vi è entrata l’ambiguità, il doppio senso,
l’equivocità. Se per i secoli la Chiesa si è fatta depositaria della
verità, pur tra i gravi peccati che ne commettevano gli alti poteri,
essa veniva difesa e se ne combattevano le eresie che il nemico
continuamente ha cercato di insinuare per darne spaccature e divisione.
Se per secoli le moltitudini si sono santificate mediante la stessa
Sacra Scrittura, se si sono fatti santi del medesimo insegnamento
recepito integralmente, forse che oggi non sia ugualmente valido? Perché
darne variazione? Ciò accade non per volere del Santissimo Padre, ma per
volontà dell’uomo. Oggi il discorso si fa subdolo, affermando che sì,
vengono mantenuti saldi gli insegnamenti secondo la tradizione e il
magistero della Chiesa, sicché, ad esempio, viene sempre difeso il
fondamento del matrimonio composto da uomo e donna, ma poi da molti in
essa vengono benedetti e accolti altri tipi di unioni, altre forme di
sessualità, per quanto Iddio nelle Sacre Scritture ne abbia dato bando
di immoralità e di grave peccato. Il Padre celeste accoglie tutti e ama tutti peccatori,
ma per darne cura ed emendarli nella conversione alla loro santità. Non
accoglie e benedice il peccato che compiono le creature che ne danno,
anzi, manifestazione del loro vissuto! Dando la Chiesa o parte di essa
benedizione ad essi, se ne accredita il cattivo comportamento, il
proseguimento alla loro cattiva azione che, se viene accolta persino
dalla Chiesa, quando ci si emenda? Prima ci si emenda e ci si libera dal peccato compiuto
vivendo in castità. È solo nella conversione attuata che se ne può
vivere la grazia e la benedizione divina, che non può che assimilare a
sé e trasfondere la sua natura e i suoi santi elementi a ciò che gli è
simile, ma rifiutando e non assimilando ciò che gli è contrario. La Chiesa da madre deve essere accogliente nella sua
cura, non per falso pietismo, per una misericordia fallace che riceve e
accoglie mantenendo la malattia del peccato, simile un medico che non
offre nessuna medicina, nessun farmaco al paziente mantenendo il suo
stato di malattia, che lo condurrà al suo aggravamento e poi alla morte. L’amore di Dio educa, risana, ricrea a nuova vita,
quella divina. La Maddalena prima è stata liberata dai suoi sette demoni
che la occupavano, liberata dalla sua prostituzione, e solo poi, da
donna libera, si è posta al servizio del Signore. Cosa ne apporterà di
questi figli che sono sì amati dal Padre, ma che ne vuole la loro
ammenda, il loro cambiamento, dato che, se è accolta l’immoralità
praticata, il servizio offerto da queste anime è un servizio che
inquina, che ne porta la sua corruzione e ne corrompe la Chiesa. Amate i peccatori e dite loro “Va’, e non peccare più”.
Ugualmente, ciò è valido per le coppie dei divorziati e risposati. Iddio
ne ha dato già ad essi il Sacramento nel precedente matrimonio,
Sacramento che è indissolubile. Se ne può accogliere la separazione per
motivi gravi, profondi, ma il Sacramento sempre sussiste ed è presente
dinanzi a Dio, che vi ripete: “L’uomo non separi ciò che egli ha unito”.
Non può essere variata la parola di Cristo per seguirne il compiacimento
e le mode umane. La Chiesa, ahimè, si è piegata e si è fatta compiacente
alla volontà dell’uomo, alla sua mentalità che ne accredita la divisione
tra gli sposi ormai per futili motivi e, a parte alcuni casi in cui
realmente c’è difetto dell’unione sponsale e se ne decreta
l’annullamento, oggi è diventato il supermercato che spesso per denaro
né da ogni dispensa. Affermano: “Ma è per la loro felicità. Non si amano
più come un tempo”, ma Io vi dico: “Questa non è la volontà di Dio”, che
non vi ha creati perché voi siate felici sulla terra secondo le vostre
esigenze e desideri, ma che vi forgiate alla croce che solo vi aprirà
alla felicità del cielo. Viene data da molti la possibilità ai divorziati e
risposati di comunicarsi e di accostarsi ai Sacramenti, e vengono a
ricevermi. Ma come possono vivere l’Eucaristia se non sono in comunione
con il Signore, se non sono in primis in comunione con la volontà del
Santissimo? Facendosi così accomodanti e così giustificanti, entra
nella Chiesa la putrefazione del peccato accettato, nascondendosi dietro
a una falsa misericordia che ammala maggiormente e ne porta la sua
infestazione. Quanti alti prelati, sacerdoti, operatori nella mia casa
sono così accondiscendenti, dando meno credito alla sacralità del
Sacramento, e così ossequiosi alle colpe che si continuano a commettere.
Ne danno il loro beneplacito, sì che la Chiesa si spoglia delle sue file
di credenti, poiché non è più vissuta l’integrità della Santa Parola a
cui non viene data fedeltà alla sua testimonianza. Essa si fa vuota di
spirito e non feconda più le anime. Cosa fanno gli uomini? Pensano di ripopolarla
accogliendo anche ogni marasma di male per accontentarne le folle, ma
non sanno che non è nella quantità del numero, ma nella qualità della
sua santità che, pur nel numero esiguo, Iddio fa fermentare la sua massa
e ricreare la Chiesa. A questo motivo che essa dovrà subire la sua grande
purificazione, lavandola nel sangue del martirio per liberarla dal male
che la corrode e farla rinascere più santa e radiosa di prima. Vi benedico.
25/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, Iddio vi chiama a costruire la sua
Chiesa, non la chiesa di mattoni. Sussistono già moltissime chiese,
basiliche, santuari, tempi costruiti in suo onore rivestiti di ogni
fregio e ornamento, di così tante bellezze artistiche che nel corso dei
secoli ne hanno arricchito e ampliato della loro attrattiva. Iddio vi richiama invece a costruire la Chiesa della
vostra anima, nella quale egli vuole prendere dimora, vuole venirvi a
risiedere e regnarvi. Ma come può? Come è possibile dinanzi a
moltitudini di anime che si sono fatti tuguri abbandonati, baracche
desolate, se non paludi malsane, occupate come sono dai peccati e dal
male che compiono, sicché lo spirito in esse si è fatto agonizzante. Nella prima lettura il Santissimo Padre esorta il
popolo a costruire il suo tempio, la sua casa, perché sia segno mezza di
essi della sua presenza, ma il popolo non vi si mette in opera. Gli
uomini presi come sono dalle loro incombenze, non pensano che a
costruire sé stessi nel lavorare, nel cibarsi, nel darsi preoccupazione
delle proprie necessità della sola propria vita e, nonostante tanto
affanno, non ne trovano felicità e tutto quello che viene fatto non è
mai bastante. Il richiamo alla costruzione del tempio a Dio dedicato
è perché sia punto di riferimento, convivenza e partecipazione al suo
popolo, segno della sua vicinanza e soccorso alle creature, ma anche
gloria che egli attende dai suoi figli, onore e offerta, amore da
presenziare a lui. Ma gli uomini se ne fanno dimentichi senza
comprendere che, senza la presenza di Dio in essi, tutto si disperde e
si fa vuoto. È ciò che accade anche ai giorni vostri: le moltitudini
corrono, si agitano, si affannano, si logorano sempre più per maggiorare
le proprie sostanze, i propri beni, agi, la posizione, in modo che dia
loro la felicità. Ma, come afferma la parola, si fanno della loro vita
un salario deposto in un sacco forato: tutto si disperde, dato che solo
chi opera con Dio costruisce e mette a frutto il suo raccolto. Solo con
Dio ogni cosa prende senso e significato, apre alla speranza di ogni
bene da acquisire, alla rinascita di ogni fioritura di vita nuova. A questo motivo che il Signore vi invita prima a
costruire la chiesa della vostra interiorità, eliminando tutto ciò che
impedisce l’elevazione alla santità, bonificandola dai peccati per
renderla pura e benedetta in modo che sia degna che il Santissimo ne
prenda il suo seggio. Quanto più le anime si elevano nello spirito e si
colmano della grazia che esse si fanno costruzione di una Chiesa comune
e santa. Quanto più invece le anime si allontanano da Dio e dalla sua
grazia, quanto più essa cade nella sua corruzione. Siete voi che fate la
Chiesa. Lo Spirito Santo è sempre presente e fedele in essa, ma
agisce nella sua potenza, nell’effusione dei suoi doni e ivi si irradia
nel suo tempio costruito dalle creature nella misura della loro santità. Ugualmente non solo per i fedeli, ma pure per i
medesimi pastori, per gli operatori che operano nella Chiesa, nella
misura in cui essi stessi partecipano e vivono dell’amore di Dio
acquisito nella loro santità che si fanno mezzo di edificazione che
rende la Chiesa più bella e gloriosa, più benedetta per accogliere i
suoi figli, per essere loro il lume che li richiama, testimonianza alla
loro fede esercitata per far sì che nell’unione se ne possa fondare
continuamente la sua creazione spirituale. “Riflettete bene sul vostro comportamento”, dice il
Signore sempre nella prima lettura, emendatevi dal vostro cattivo agire,
riprendete le redini della struttura della vostra anima nel divino
insegnamento, nella strada della rettitudine: vi fate così quel mattone
che, unito all’altro, ne danno edificazione, ove il Signore dice: “Mi
compiacerò e manifesterò la mia gloria. Vi benedico. 28/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, l’uomo non crede più alle realtà
soprannaturali, immerso come nel suo materialismo non sa vedere e
riconoscere se non ciò che è terreno, non sa andare oltre e avere una
dimensione interiore che lo elevi nello spirito, che dia significato a
ciò che lo attende nella prossima vita. Eppure, queste realtà soprannaturali esistono, sono
reali e vivono la loro condizioni sia di beatitudine nella gioia delle
meraviglie celesti, o nel luogo di purgazione ove le anime si purificano
nella sofferenza, oppure sussistono nella loro realtà più brutale e
terribile degli inferi eterni. Ah, se poteste avere la testimonianza di queste anime
viventi nei loro luoghi, se poteste vedere e ascoltare un beato: egli vi
esalterebbe della gioia che lo pervade, delle dolci consolazioni che lo
colmano nel tripudio di delizie e gloria delle quali partecipa e
inneggia. Ugualmente, se poteste vedere e sentire un’anima
purgante, essa descriverebbe la sua sofferenza, il grido di aiuto al suo
dolore, ma ne darebbe anche visione di un patimento vissuto nella pace e
nella speranza che sempre tiene l’anima fusa al suo Signore. Se ancor più poteste vedere e sentire un’anima dannata,
che solo per intimazione di Dio ne fosse obbligata, poiché niente
farebbe che potesse essere buono nella testimonianza alla vostra
ritrovata fede, ne vedresti digrignare i denti dalla rabbia, gridare il
suo spasimo, la sua malvagità riflessa in essa, che tutto vorrebbe
distrutto e tutti condurre al suo medesimo luogo di perdizione, ove la
morte è continua ed eterna. Forse direte: “Dinanzi a queste visioni, gli uomini
crederebbero”, ma, come afferma la parabola del ricco Epulone che dal
suo stato di pena invoca Abramo perché potesse essere inviato un morto
risorto dinanzi ai suoi fratelli per far sì che credano e non finiscano
nel medesimo luogo ove egli è, Abramo ne dà risposta dicendo: “Hanno
Mosè e i profeti. Se rifiutano il loro insegnamento, se non accolgono le
Sacre Scritture, essi rifiuterebbero anche la visione di un’anima
risorta”. Come mai queste anime sono ognuna in uno stato diverso
dall’altra? Perché esse stesse con il loro vissuto lo hanno scelto. È
già da questa terra che ne vivono la sua condizione. Se la creatura vive
permeata dalla presenza divina, pur nel cammino peregrinante di questo
mondo con le sue prove essa già vive del suo stato di grazia, della sua
letizia, della sua pace: già pregusta ciò che poi vivrà nel compimento
della sua perfezione nel regno. Lo stesso accade se la persona è altalenante, se tra
vicende, incontri e cadute vive la sua fede: il suo incontro con Dio tra
tempi di unione e tempi di distacco e crisi. Essa sta già sperimentando
il suo stato di purgazione, la sua purificazione che giunge nel suo
cammino dopo il transito in purgatorio a farsi completa e volgersi
pienamente a Dio. Se invece, se la persona vive il suo stato di
malvagità, di perversione, spargendo ovunque il suo male con le sue
relative conseguenze, senza reticenze e pentimento, osannando il peccato
che compie, ecco, sta già assaporando l’oscurità del tormento eterno che
lo pervade. Come poter già gustare e unirsi il prima possibile
all’unione beatifica di Dio nel suo stato di grazia? Lo descrive la
seconda lettura di San Paolo a Timoteo: “Siate uomini di Dio”. Tendete
alla giustizia, alla pietà, alla carità, alla mitezza, alla pazienza.
Combattete la buona battaglia della fede per raggiungere la vita eterna. Ecco, il Signore è qui per aiutarvi a viverne, per far
sì che partecipando di tali virtù ne assimiliate della natura divina per
farvi a sua somiglianza, e ciò che è simile si attrae a sé per farsi
unica realtà. Io vengo in voi, discendo in tutti i vostri abissi
personali, nei vostri tormenti. Finché siete sulla terra Iddio si occupa
di tutti, giubila di coloro che lo lodano e lo amano intrattenendosi in
essi nell’amore fuso. Viene a coloro che penitenti hanno sbagliato, ma
si emendano e sofferenti invocano il suo aiuto: il Padre li risolleva e
con loro condivide la pena e la riconquistata dignità di figli. Si
occupa pure di coloro che sono malvagi perché, finché c’è ancora il
tempo qui nella vita terrena, fa di tutto per risanarli e ricondurli a
sé per sottrarli dalla fossa. Io sono colui che vi sana, che può discendere nelle
vostre viscere più interiori, entrare nelle vostre profondità, liberarvi
dai tormenti e dissipare le oscurità, ma voi datevi a me, datemi i
vostri dolori, i vostri limiti, i vostri peccati, ché Io li risano. Se voi avete fiducia in me, chi più di me può occuparsi
di voi? Chi vi può amare più di me? Chi, se non Io, vi fa superare la
terra che vi sommerge, la materia che vi sovrasta, farvi vincere gli
inferi, superare la purgazione, condurvi diretti nei cieli, se non Io? Vi benedico.
29/09/2025 Gesù Mia piccola Maria, oggi celebrate i Santi Arcangeli
Michele, Gabriele e Raffaele, i risplendenti spiriti celesti, gli arditi
cavalieri, i prodi combattenti che riardono della stessa sostanza del
fuoco di Dio. Essi avvampano della sua fiamma sempre posti dinanzi al
suo trono, pronti ad ogni suo cenno, desiderosi di porsi al suo
servizio. Al loro comando sono sottoposti miriadi di schiere di
angeli, gli eserciti dell’Altissimo, innumerevoli e senza fine, che sono
pur essi, suddivisi nella loro gerarchia divina, sempre pronti ad ogni
loro comando. Gli Arcangeli, puri spiriti fatti della stessa fortezza
di Dio, e quindi imbattibili, riardono nella loro incessante adorazione
al cui sguardo della loro visione, se vi fosse possibile, non potreste
sostenere, sicché i medesimi arcangeli in talune occasioni per disegno
divino si sono adoperati a rivestirsi in sembianze umane che li
rappresentassero. Se essi non ci fossero sempre stati al vostro fianco,
la terra non più sussisterebbe. San Michele è colui che combatte faccia a faccia contro
il diavolo e le sue potenze sataniche. Già nella grande battaglia nei
cieli lo aveva sconfitto, ma la battaglia ancora persevera e durerà fino
alla fine del ciclo della terra. Il maligno non fa che rispuntare come
la zizzania maligna che Michele viene continuamente a recidere e ad
estirpare sino a quando l’iniquo verrà gettato e chiuso in eterno negli
abissi. L’Arcangelo Gabriele è al servizio della vita,
l’assiste nel corpo e nello spirito. Egli porta l’annuncio
dell’incarnazione di Cristo, non solo a Maria, ma nella storia di ogni
uomo che conduce e lo porta all’assimilazione della fusione tra la
creatura e Dio, cercando continuamente di innestare la vita divina nei
figli dell’uomo. Raffaele è colui che cura, che si protende e accompagna
lungo il cammino umano le creature, cercando di sanarle non solo nei
corpi, ma nelle anime, dato che la corruzione del peccato nell’anima è
origine di molte malattie. Raffaele si adopera per darne la medicina di
Dio che si riversa sui malati e li guarisce, sugli sposi in difficoltà,
sulle famiglie: vi dona l’antidoto per cacciarne il nemico che è il
fautore di tutti i vostri mali. Come mai, allora, nonostante le loro potenze l’umanità
decade alle sue tribolazioni? Essi possono nella misura in cui uomini
richiedano il loro aiuto, che li preghino e desiderino di essere da loro
soccorsi, rispettosi come sono della libertà umana a cui Dio ha posto il
suo limite. Se l’umanità li invocasse, li onorasse con fede e
devozione, ove più sarebbero le guerre, i dolori, le ingiustizie. Se la
stessa Chiesa continuamente li pregasse, li onorasse, ne celebrasse i
riti il nemico ne verrebbe cacciato perdendone ogni potere. Figli, fatevi amici dei Santi Arcangeli. A chi ad essi
si consacra e li prega, essi se ne prendono tutela: vi seguiranno, vi
saranno accanto nei vostri frangenti più ardui, nei momenti di prove e
sofferenza vi sosterranno, vi spianeranno il cammino, si prenderanno
cura e carico dei vostri problemi. Saranno fedeli alla vostra difesa sia
nella vita come nel tempo del transito e peroreranno la vostra causa nel
giudizio. Fatevi loro figli, ed essi mai vi dimenticheranno.
Saranno il vostro scudo, la vita divina interiorizzata in voi, la vostra
medicina. Vi benedico. |