Settembre 2025

     Il demonio avanza, il Signore lo sconfigge

02/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, ecco, il demonio agisce impunemente ed alacremente. La sua corsa non ha posa, mentre il popolo dorme. Egli si nasconde e opera in tutte le realtà, ma si fa manifesto nella sua azione, e si è fatto così sfrontato e sicuro di sé e delle sue conquiste che ne ride beffardo.

Giunge ormai, nella sua sfrontatezza, di entrare negli stessi confessionali, a porsi dinanzi e sugli altari: niente lo arresta, se non dinanzi all’Eucaristia, ove egli arretra, ma ne usa i suoi scherni per colpirla e denigrarla. Non ne può comunque cambiare la sostanza e ciò che è: essa rimane tale nella sua incontrastata purezza e santità.

Altro baluardo che lo fa arretrare è dinanzi a coloro che vivono la devozione a Maria, che possono essere sì colpiti, feriti, ma mai saranno sconfitti o di sua appartenenza.

La stessa Parola di Dio, che è creatrice, che sana, libera, riforma, che simile a una spada spezza le catene del nemico, egli, per far sì che non ne porti i suoi effetti, la deforma nei suoi contenuti usando gli stessi teologi che sono alla sua mercè.

La Chiesa non parla più del demonio, non ne avverte della sua pericolosità  il popolo per non essere accusata di medioevalismo, o perché molta parte di essa non crede più alla sua presenza, se non nella sua stessa esistenza. Egli invece è un essere pensante, operante, diabolico e infestante, e proprio coloro che non vi credono si fanno le sue maggiori prede.

Non si insegna più quali siano le armi spirituali con le quali le anime possono difendersi da lui, lasciandole così allo sbaraglio del demonio. Il nemico ha dalla sua parte e nelle sue fila i potenti, ne sfrutta l’ambizione e la superbia, la smania di potere o di ricchezza, e li usa come fantocci verso le genti a loro distruzione, ne acceca le menti, li ottenebra di eternità, e sebbene abbiano già per la loro età un piede nella fossa non capiscono nella loro ottusità che il tempo sta per essi scadendo.

La maggior via, però, attraverso la quale il nemico agisce mietendo vittime alla sua conquista è l’impurità, i peccati della carne che egli fomenta, quella lussuria che dilaga nelle sue più aberranti forme alle quali gli uomini non arretrano, non considerandola più un peccato, ma un diritto acquisito con l’evoluzione del progresso.

Non ci si disarma e vi si fa rinuncia in nome della purezza e della castità, ormai considerati più nulla: non una virtù, ma una perdita.

Il Vangelo di oggi narra proprio di come Io, entrando nella sinagoga di Cafarnao, incontri un uomo posseduto da un demonio impuro. Era penetrato in lui proprio per i molti peccati della carne, ma dinanzi a me, alla mia Persona, alla mia parola che emetto dicendo: “Vattene, esci da lui”, che il diavolo si dilegua e la creatura liberata.

In tutti i tempi, ma particolarmente in questo, la lussuria si è fatta più perversa e non ha più limiti. È diventata una perversione che tocca e non si arresta nemmeno dinanzi all’innocenza.

Il demonio fa così un ammasso di prigionieri alla sua sequela legati e sottoposti alle fami che egli pone. Ma gli uomini cosa fanno? Potrebbero ricorrere a Dio per sottrarsi a lui. Invece non chiedono più il suo aiuto, rimanendo come pecore senza scudo dinanzi alle belve che li sbranano.

Cosa fare, figli miei? Lo dice la prima lettura: “Restate uniti a Gesù Cristo, adoranti e nutriti all’Eucaristia”. Vivete il mio insegnamento nella sua radicalità secondo gli antichi precetti, gli ordinamenti dati che non possono essere variati di ciò che ho detto.

State accanto alla Madre Santissima, vivetela, pregate con lei che ne fa discendere lo Spirito Santo che vi corrobora di sé e vi si stringe tutti intorno a sé con la sua fortezza.

Siete figli della luce, non delle tenebre, e quindi del giorno, e nel giorno si vigila e si sta pronti, desti alla mia venuta in ogni momento per essere salvati per mezzo del signore Gesù Cristo.

Ecco, il mio piccolo resto sarà il lievito che ricreerà il mio popolo, mentre i figli del diavolo verranno sconfitti ed estirpati con le loro cattive opere, in modo che sia ricreato il popolo di Dio in una nuova progenie.

Vi benedico.

 

     L’attacco alla Santa Parola

03/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, la Parola di Dio è potente, efficace, curativa da ogni infermità, liberatoria, dà conversione e ne cambia i costumi, illumina le coscienze e ne riforma la vita. La parole è cura per l’uomo.

Questa era la mia missione andando tra paesi e tra le genti nel portare il mio messaggio, e ove profferivo il mio insegnamento, e la mia voce si innalzava e faceva eco nei cuori, le persone venivano guarite da ogni malattia, le più sconosciute per quei tempi. I demoni venivano cacciati, le creature liberate dalla loro prigionia, le menti illuminate nel pensiero, l’agire si poneva al retto cambiamento. Ove Io passavo era la scia della salute.

La Divina Parola ha sempre il medesimo potere, è sempre valida ed efficace e ne apporta il suo massimo bene. Ma come mai oggi non avvengono più tali miracoli? Perché non si vedono attuati i suoi portenti? Per tre motivazioni.

La prima è il non ascolto: gli uomini non ascoltano, il loro pensiero è altrove o non ne danno rilievo e credibilità. Ma tutto, figli miei, parte dall’ascolto, sicché il Padre vostro nelle Sacre Scritture non fa che ripetere: “Ascolta Israele, ascolta”, dato che se non c’è ascolto la Parola non è recepita e non porta il suo santo effetto.

La seconda motivazione è che accade che pure per quelli che si reputano credenti e ascoltino, non accolgano l’insegnamento dato, poiché vogliono disporre la propria vita secondo i propri criteri, vivere secondo i propri schemi e desideri, seppur contrari alla Santa Parola, dandosene una continua giustificazione.

Terzo, la Santa Parola viene attaccata, smembrata nel suo senso, cambiata nell’interpretazione. Questo avviene da sempre con eresie che ne hanno portato divisioni e spaccature nella Chiesa. Ma oggi nei servi di Satana l’attacco si fa diretto. Le loro intelligenze perverse ne trasformano il significato dicendo: “Sì, il Cristo ha detto questo, ma voleva dire tutt’altro”, oppure: “Era un discorso valido per quei tempi, ma non per oggi, ormai superato. È solo per mezzo nostro che si è rivelato il vero significato a cui abbiamo dato la reale scoperta, corrompendone così le Sacre Scritture nella loro verità.

Parola non più intesa, vissuta e compresa, assimilata nelle sue essenza di verità, in quanto così deformata non apporta più la sua opera risanatrice e liberatoria. Ne cessa la sua funzione salvifica, non è più ciò che è. Il demonio la distorce a suo piacimento per portarne confusioni all’uomo che, senza un punto coerente, stabile, fisso di ciò che è stato detto, cade nel caos e nel peccato.

La massa non se ne dà pensiero, anche all’interno della Chiesa. Gli uomini se ne vanno piuttosto perduti agli inferi, vivere in un mondo malvagio e di ingiustizie, che piegarsi e accogliere ciò che Dio dice, pur se poi ne paga il suo tributo in malattie e dolori, sofferenze di ogni genere, occupati come sono dal maligno.

Cosa accade? Che per coloro che mi sono rimasti fedeli, per quelli che ancora mi seguono e mi amano, pochi dinanzi alla moltitudine, essi si fanno carico come Cristo della croce per la salvezza dei loro fratelli che vanno perdendosi, ne vivono della Santa Parola adempiuta il riscatto della redenzione, facendosi essi stessi cura e medicina che ne paga il tributo per il prossimo.

Se tutti ascoltassero, accogliessero, vivessero ciò che la Parola Divina guida e insegna, figli miei, questo mondo sarebbe un giardino, un eden terrestre senza malattie, tribolazioni e tormenti. L’uomo si farebbe libero, libero in Dio. Il demonio verrebbe cacciato perdendo ogni potere su di voi.

Quale canto d’armonia si leverebbe tra di voi e il cielo!

Vi benedico.

 

     La pesca delle anime

04/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, ah, se ci fosse la fede, quale raccolto di bene avreste, quella fede che mi professa nel Vangelo di oggi Pietro dopo una notte di duro e vano lavoro di pesca nel quale non ha preso nulla. Ma al mio invito di ritornare mi dice: “Sulla tua parola, Signore, getterò le mie reti”, ed è stata una pesca così abbondante che se ne sono ricolmate le barche di pesci, quasi ad affondarle.

Come mai oggi non c’è più tutta questa abbondanza di anime alla rete della Chiesa? Come mai le chiese oggi sono così vuote? Ove sono le anime? Forse è Dio che si è dimenticato degli uomini, o sono gli uomini che si sono dimenticati di lui?

I cristiani si sono fatti sterili poiché non obbediscono alla parola del Signore, non ne hanno fede e i loro spiriti si fanno avvizziti di vita. Se non viene partecipato l’amore con Dio, vostro creatore e sposo, non ne può nascere nessun figlio alla grazia, alla sua rinascita. Senza condivisione di partecipazione, di fusione con il Padre Santissimo, di conseguenza anche le chiese si fanno sempre più scarne di creature, dato che lo spirito non vi sussiste. Ove lo Spirito è ed è pulsante, alla sua accoglienza se ne fa manifesto ed evidente nella sua azione di frutti.

Come mai le culle si fanno sempre più vuote? Perché ugualmente non c’è unione al Padre creatore che ne dà scintilla di ogni creazione pure umana.

E come mai la natura spesso si ribella e si ritorce contro di voi? Essa patisce la fomentazione del male che la impregna della sua essenza a causa del peccato commesso. È una forza che le è contraria e che la natura rifiuta e scuote, dato che le è dissimile e inversa alla sua fedeltà, alla sua lode al Creatore.

Figli, nella misura in cui siete impastati, impregnati d’amore di Dio, alla sua unione, che vi fate e vi ricolmate della sua energia di benedizione, di ogni grazia creatrice, che se ne diffonde ovunque e ne porta il suo bene. Ma se siete distanti, opposti a lui, se ne vivete il male, voi vi ricolmate dell’energia negativa che si diffonde e porta la sua distruzione sugli uomini e sul creato.

Il Padre Santissimo opera in costante evoluzione di creazione, ma se gli uomini la rifiutano cosa potrà fare per essi? Il suo Cuore ferito per il disamore dei suoi figli e rivolge il suo sguardo a coloro che gli rimangono accanto, che come Pietro sulla sua parola vivono e operano. Questi si fanno il balsamo alla sua ferita. Li guarda e li rimira consolandosi ancora dell’uomo e ne attende che si facciano ancor più vicini, più vigili e partecipi alla sua unione con la preghiera, con la carità, nell’offerta, per farsi quei pescatori di anime che portino per quanto più è possibile alla sua barca tutti gli altri figli, i loro fratelli, prima che la porta della misericordia per loro si chiuda.

Vi benedico.

 

     L’amore oltre l’umano

07/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, nel Vangelo vi dico: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, figli, fratelli e sorelle, e persino la propria vita, non può essere mio discepolo”. Gli affetti, i vincoli umani si fanno pesi, catena e intralci che ostruiscono il cammino del discepolo quando essi occupano totalmente e in modo prioritario il suo cuore.

Se poi questi affetti sono fusi al peccato, ai propri interessi e si fanno fondamentali nel vostro pensiero e nella vostra opera, si fanno il vostro unico fine, se non vengono sradicati dal loro errore, dal legame che si fa perentorio, Io vi dico che per quanto ci sia sempre l’entusiasmo iniziale alla mia sequela, poi i vostri vincoli, pur rivestiti nel loro ruolo sacro, si fanno idoli che tornano come tiranni a gridare il loro bisogno, il desiderio del loro pieno vissuto nel loro completo ritorno, sì da arrestare o inquinare il vostro percorso spirituale.

A questo motivo va data introspezione al vostro stato per dare un’opera di risanamento alla vostra anima, al vostro modo di pensare e amare, poiché tutto ciò che va oltre dell’umano si fa idolatrico: un amore malsano, malato, un amore carnale che perisce alla terra. Bisogna oltrepassare, superare la propria umanità impregnata del suo egoismo, anche se si nasconde in sentimentalismi e desideri propri per saper amare Dio, l’unico vero amore che salva, che cura e dà salvezza.

Seguire la mia sequela è prepararsi ad affrontare la battaglia, è una lotta. E, così come descrive il Vangelo, bisogna saper valutare le proprie forze per poterla affrontare, recidendo ciò che ne dà ostacolo e la indebolisce. Necessita che ne portiate a termine l’opera da compiere, così come descrivo altrove: “Non è degno di me chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro”, dato che Dio vuole che la battaglia sia vinta, l’opera portata al suo compimento, la vostra fedeltà vi accompagni al suo traguardo.

Differentemente, mentre lo sradicamento del peccato e dei vizi si fa evidente nella sua ragione, quanto è più subdolo l’attaccamento alle creature, pur negli affetti più nobili. Molti affermeranno: “Signore, tu non vuoi che noi amiamo”. No, figli miei, ma Io desidero che amiate di un amore che non si antepone al pensiero, al volere al progetto divino, quando per compiacere gli altri ne rinnegate la fede, quando ne date assoluzione di ciò che è male per non perdere i vostri posti e il vostro benestare, quando ne rinnegate la volontà di Dio alla sua chiamata o ne trasgredite i comandamenti per dare credito ai vostri cari o a voi stessi, quando discriminate la croce e ne date rifiuto o la rigettate sul prossimo, il cui dolore non tocca il vostro cuore. E quanti genitori che accolgono il peccato del figlio, senza porsi alla sua liberazione.

Infinite sono le occasioni che si presentano nelle quali ci si fa compromesso per non perdere ciò che amate. Ed è in quest’atteggiamento che viene messo in rilievo che amate voi stessi al di sopra del vostro Signore. Come fare quindi quest’opera di distacco santo che ama per un bene superiore di salvezza?

Figli, il vostro Santissimo Padre ve ne ha dato tutti i mezzi, soprattutto con la preghiera. Date a Dio i vostri vincoli , i vostri amori, le vostre difficoltà a recidere ciò che si fa nocivo e vi costa, non riuscite e ne soffrite.

Pregate, e il Signore basta che ne veda la reale intenzione di verità, di buona volontà, che egli vi dona lo Spirito Santo, ne fa discendere la sua fortezza, si fa egli stesso potatura di ciò che è negativo e che vi rende così prigionieri per rendervi di nuovo liberi di divenire un discepolo di Cristo.

Vi benedico.

 

     La natività di Maria

08/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, oggi celebrate la Natività di Maria, la nascita delle nascite, perché è per la sua nascita che ne deriva e ne dà origine la nascita di Cristo e la vostra stessa nascita al cielo, sicché ella vi è Madre. È nel suo libero consenso che il Santissimo Padre ha anteposto la venuta nel mondo di suo Figlio, e nel suo “sì” la rinascita e la salvezza delle creature.

Maria compie nella sua nascita la realizzazione delle antiche profezie, così come predice nella prima lettura il profeta Michea: “Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che deve partorire”. Ed ecco lei che, nella sua venuta, porta alla sua attuazione la nascita dell’atteso, del Messia, che ha dato a voi vita nuova alla grazia cancellando il peccato nel suo Sangue per ridarvi il cielo, che per esso vi era ormai stato precluso.

La Madonna è l’aurora di questo nuovo giorno che apre il capitolo nuovo della storia nella rinascita dell’umanità. Il Santissimo Padre da sempre la ha pensata, e nel tempo maturo ne ha dato vita nel fiore più bello trapiantato sulla terra. Lei, il giglio immacolato la cui bellezza risplende, il suo profumo incensa di santità, possedendo il nettare squisito che dà nutrimento.

Dinanzi a cotale meraviglia Iddio, non la ha però rinchiusa ed esclusa dal mondo, ma la ha posta tra gli uomini, nel pantano della terra, per far sì che essi ne contemplassero della sua bellezza, se ne profumassero della sua santità, se ne nutrissero della dolcezza del suo nettare in ogni bontà. E, pur immersa nelle miserie umane, Maria è rimasta intoccata e fissa alla sua sostanza immacolata di ogni virtù.

Con quanta trepidazione e attesa gli anziani genitori l’hanno richiesta con le loro preci e suppliche al Padre celeste. Con quante preghiere e offerte. E quando è giunta ad essi la notizia della sua prossima venuta, quale giubilo è stato per loro!

La Madonna è stata annunciata della sua nascita dall’angelo Gabriele, così come poi accadrà per il Figlio, e Sant’Anna ne ha curato la sua gestazione con la massima cura, come chi contiene in sé la gemma più preziosa che va nascosta e tutelata in modo che sia protetta e difesa sino a quando il Santissimo ne scandirà il tempo della sua nascita.

Sant’Anna ha vissuto la sua gravidanza perlopiù reclusa nella casa, tra canti, inni e preci di lode all’Altissimo, ma il demonio, che subodorava un evento eccezionale in quella casa e da quella donna, faceva sentire il suo scalpitio e il digrignare dei denti intorno alle mura. Ma ella era in un’altra dimensione, allietata com’era dalla visione degli angeli che la circondavano, e poteva rimirare dinanzi a sé simile a un cristallo trasparente, nel quale era infuso e irradiato di luce divina l’evolversi della crescita della sua creatura.

Maria nasce proprio all’Aurora di un giorno, all’alba del suo inizio, dato che essa dà anticipazione e prepara il sole radioso di Cristo che verrà nel pieno giorno. Quale esultanza hanno provato questi santi genitori di un dono così grande non solo per essi, ma per l’intera umanità.

È nata colei che è la nascita di tutti, vita nell’unione immacolata con Dio che genera alla grazia e si fa porto di salvezza in chi in lei si rifugia. Ella, unita a suo Figlio, vi ha riscattato nelle doglie del parto della croce, ove le sue lacrime, fuse al sangue di Cristo, viene aperto le porte della vostra natività al cielo.

Amate questa Madre, statele accanto, portate in voi il suo seme di riscatto, l’impronta della sua divina grazia. Fate germogliare questo seme. Così come voi siete il composto delle generazioni passate, dei vostri antenati di cui non conoscete la storia. Eppure, hanno vissuto come voi e voi ne siete una loro diramazione, ne siete il prodotto della loro fusione di geni, di somiglianze, di attitudini.

Ugualmente in Maria ne portate il segno nello spirito della sua maternità divina, dei suoi attributi celestiali, del suo riscatto come Madre addolorata. E se da voi accolti, essi vi faranno nascere alla vita dell’eternità.

Vi benedico.

 

     La carità del cuore

11/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, il messaggio del Vangelo di oggi è ostico, duro da recepire ascoltandolo. Quanti affermeranno che è addirittura ingiusto. Ma Io vi dico che Iddio supera la giustizia umana e i suoi parametri. Egli opera e risiede nella dimensione dell’amore che non ha recinzioni, non ha limiti, tutto abbraccia in una carità che supera e unisce tutto.

“Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedire coloro che vi maledicono”, dice il Vangelo. Voi direte: “Come è possibile amare chi ti maltratta, che ti è nemico, dare a chi chiede senza avere nulla in cambio, benedire chi vi odia”. Quello che per l’uomo non è possibile, è possibile in Dio, se no il Santissimo Padre non ve lo avrebbe richiesto.

Tanto più ci si unisce a lui, tanto più ci si innalza nel suo amore che Iddio in voi opera e attua concretizzando ciò che vi chiede. Ne è testimonianza la vita dei santi che, uomini come voi, hanno realizzato questo Vangelo, poiché sono andati oltre la propria umanità, il proprio giudizio, la propria conoscenza, per fidarsi del Padre che ne ha compiuto la loro storia di santità.

Voi, che vi credete buoni perché fate cose buone per la vostra famiglia, spesso i vostri atti di dedizione e sacrificio sono relegati solo ad essa, ma siete perlopiù chiusi alle esigenze altrui. Vi recingete alle vostre mura, andate e frequentate anche la chiesa reputandovi migliori, ma lasciate fuori tutte le piaghe dei fratelli che aspettano di essere curate e non ve ne date nessun affanno e interesse. Date a coloro che vi danno, amate chi vi ama, offrite a chi vi rioffre, ma non soccorrete chi non potrà ricambiare, non amate coloro che si fanno a voi sgradevoli, quanto maggiormente per coloro che vi offendono e fanno soffrire.

Quante sentenze di condanna espresse pur nel proprio cuore. Quanti ergastoli di rifiuto dati ai fratelli non amabili che vi hanno ferito, e nella vostra pretesa di essere giusti vi fate implacabili sentenziando di non essere come loro, e non operando nel darne testimonianza di perdono e carità, di accoglienza e cura per aiutarmi a sanare gli animi e darne riscatto. Quante sorprese avrete al vostro di giudizio, di fronte alle tante mancanze di carità avute. Ma cos’è la carità?

È carità non solo ottemperare alle esigenze del prossimo nelle necessità materiali, ma anche a quanti mancati saluti e sorrisi a chi vi indispone e vi è semplicemente antipatico, di quanto risentimento per una parola sbagliata, quanto tempo disperso vanamente, che poteva essere occupato nel dare compagnia a chi è solo. Quanto consiglio di ogni bene e sostegno nel dare speranza non dato.

È carità non ammorbare e appesantire gli atti dei vostri problemi quando anch’essi portano già i loro pesi. Non si finirebbe mai, ed Io vi dico che persone che si sono adoperate solo per i propri affetti e bisogni verranno superate nel regno da chi, pur non così ligio ai molti precetti, si sono fatti eroi nell’amore, hanno amato chi non è stato amabile, hanno soccorso a chi è stato loro nemico, hanno salvato chi non avrebbe avuto merito per il loro errato comportamento, che hanno dato senza aver atteso compensi o gratificazioni umane ed hanno vissuto così il compimento del vero amore?

Come potervi riuscire, se non stando uniti a Dio, se non pregando, se non dando il proprio cuore, sé stessi al Signore che vi infonde dell’amore divino, di quell’amore suo che amerà per voi.

Il Santissimo vuole quest’intreccio di fusione e donazioni a lui che vi fa superare le vostre ristrettezze per far sì che si crei la sua civiltà d’amore sulla terra, il suo amore che vi renderà felici.

Vi benedico.

 

     Il Santissimo Nome di Maria

12/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, celebrate il Santissimo Nome di Maria, nome eccelso scritto a caratteri d’oro cubitali in paradiso accanto al nome di suo Figlio, alla cui visione e al suo suono inneggiano di lode gli abitanti del cielo e l’Altissimo, all’enunciarne il Nome, si ricolma di dolcezza come se fosse la sua bocca impastata di sfavillante miele.

Il Nome di Maria è un nome di vittoria: in esso è impressa la sua storia, l’essenza della sua persona, storie di santità, di amore, di dedizione, di offerta e martirio, di fortezza, dato che Maria ha combattuto contro le forze del male, dell’austerità, dell’asprezza di una vita il cui dolore non l’ha risparmiata.

In lei si adempie la prima lettura, ché ella, simile a Cristo, ha imparato l’obbedienza da ciò che ha patito e la ha resa perfetta. Una sofferenza che l’ha temprata, che le ha scavato le viscere di un dolore perlopiù interiore, nascosto agli uomini, ma presente dinanzi a Dio nelle fibre così intime e profonde che sono più laceranti e dolorose delle sofferenze fisiche.

Niente la ha risparmiata della sua conoscenza, sicché è Madre che, come nessuna, vi può capire e soccorrere, perché ne comprende ogni suo senso. La sua vita di patimento la ha accompagnata sino alla croce, ove la Madonna è rimasta, ferma, fissa fedele e intrepida in quanti i chiodi ne penetravano il Cuore guardando un figlio, e quale Figlio conoscendone la divinità, che veniva colpito con immensa ferocia dando scempio a quelle carni immacolate che lei tanto aveva accudito e cresciuto con quale grazia e accudimento, mentre ne vedeva gli uomini che ne strappavano e ne laceravano il corpo come fosse cosa senza anima, peggio di un animale scarnificato.

Ella ne ha partecipato e provato quel patimento che l’ha resa la Madre di tutti, a cui suo Figlio vi affida, lei Madre della Chiesa, la nuova Eva, la donna per eccellenza che genera alla vita nuova, una vita risorta. E se dal legno dell’albero dell’Eden Eva ha peccato, Maria dal legno della croce ne raccoglie il frutto di salvezza per tutti.

Invocate Maria. Il suo Nome è pegno di vincita su tutti i mali. Invocate il suo Nome ed ella viene a sostenere anche la vostra di croce. Non vi lascerà soli e vi sosterrà. Invocatela in tutti i frangenti. Se sapeste come i demoni la temono, quanto il sentire il suo Nome li renda furibondi e ne digrignano i denti, così come lo sgranare dei rosari al cui suono ripetuto delle “avemarie” li fa indietreggiare e limita, se non annulla il loro potere. Queste “Ave” continue assordano le loro menti, e qualcosa di più che li umilia non c’è, dato che è una donna, per quanto Santissima, la Madre di Dio, ma sempre la donna che li annulla e li vince.

Oggi il vociare dei rosari va attenuandosi, sicché il maligno avanza, ma dove sussiste Maria Dio regna. Per questo vi esorto a pregarla, a tornare a recitare il rosario che lo sconfigge, aprendovi a nuove strade di sanità, di liberazione, di cambiamento dei cuori con lei.

Tornate a pregare nelle famiglie, nelle parrocchie, nelle case, ove potete, e chiamate, invocate Maria. Il suo Nome è soave e ve ne porta la presenza, sicché tutto il buio scompare e con lei entra la luce.

Il suo nome è vittoria: “Ave o Maria, Ave o Madre Santa, Ave Santissima Signora.

Vi benedico.

 

     L’esaltazione della croce

14/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, oggi celebrate l’esaltazione della croce. Una croce gloriosa, non una perdita, non una sconfitta né uno scandalo, come reputavano romani e giudei, e come ancora oggi viene guardata e giudicata. Essa è segno di vittoria. Si erge vittoriosa su tutte le potenze: sulle potenze spirituali e quelle umane per sconfiggere quelle malvagie e santificarne quelle buone. È croce che redime, che salva, che rende santi, che annienta tutte le forze degli inferi.

Sulla croce Io ho patito di un dolore immane. Il suo legno ha scarnificato le mie carni immacolate, e in quelle carni dilaniate ho unito le vostre, piene di peccato, per far sì che il mio Divin Sangue le lavasse, le riformasse nella mia purificazione a nuova sanità, a nuova vita, a nuova dignità di figli ritrovati nel mio riscatto.

Ecco, Io vengo innalzato come il serpente nel deserto dagli ebrei che, morsi dai serpenti, morivano, ma guardando l’asta ove esso era deposto venivano guariti e salvati. Ugualmente Io mi sono fatto antidoto al morso dei demoni che vi hanno infettato nel peccato, ve ne risano e rimargino le piaghe, ve ne curo e libero dal veleno vi riformo a nuova salute, a una vita ritrovata alla grazia.

Il Padre celeste mi ha mandato a voi non per darvi condanna, ma per darvi salvezza, e non potevo darvi di più di questo segno della croce, che è amore temprato nel dolore che ne dà testimonianza massima, che nella sua sofferenza patita ne stampa il patto di rinascita.

La croce si eleva nel suo trionfo nei secoli, niente potrà sconfiggerla o distruggerla. Essa si erge nella sua gloria e vittoria in eterno.

Ecco, Io ho fatto la mia parte. Ora tocca a voi, figli miei, ad unirvi il vostro di tributo nell’offerta della vostra di croce, che è la spremitura dei vostri cattivi umori, che ne fa uscire e risplendere l’essenza migliore di voi stessi.

Lo so, la temete e la rifuggite perché è pena, ma questa sofferenza offerta è il vostro unico vero bene che vi appartiene, dato che vi costa e ne dà il suo vero significato nel vostro pagamento, il senso del vostro riscatto. Niente si fa più prezioso nella vostra donazione che solo nella croce accolta, che si unisce alla mia, ve ne dà santificazione.

Io comprendo il dolore che ne provate, ne ho conosciuto tutte le sue sfumature, niente mi è sconosciuto dei dolori fisici, morali e spirituali, ne conosco ogni fibra. Per questo vi sono non solo accanto, ma Io sono nella vostra croce.

Se anche non vi sentite compresi dagli uomini, se essi vi lasciano soli, sappiate che Io non vi abbandono mai, sono sempre lì a sostenervi, a darvi consolazione, ad asciugarvi le lacrime, a darvene sollievo.

È la croce, figli, l’unica via d’accesso al cielo, è l’unico mezzo che ne dà prova del vostro onore e fede alla sua entrata. E senza di essa non c’è salvezza.

Ora ne provate la pena, ma essa non è segno come per me di sconfitta, di perdita, ma si fa per voi segno di vittoria e gloria, pegno di vita eterna.

Vi benedico.

 

     L’Addolorata

15/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, oggi ricordate la Madonna Addolorata, la Madre dei grandi dolori, il cui stillicidio ha il suo culmine sotto la croce, ma nell’arco della vita ha sempre avuto il suo patimento. Ella, come un diamante perfetto, è interamente filtrata dalla luce di Dio, ma nella sua eccellenza non è stata esclusa dalla vicinanza degli uomini che vivevano il loro peccato, non isolata in un castello in modo che la sua preziosità ne fosse preservata, ma è stata posta nella terra per far sì che la sua radiosità e bellezza fosse data a tutti, e tutti se ne adornassero e arricchissero.

Tale convivenza ha però comportato alla Santissima Madre dolori e lacerazioni, in quanto più l’anima si eleva nella sua unione con Dio, quanto più vive della perfezione della sua grazia, che ne risente e ne soffre nella sua purezza e sensibilità, avvertendo anche il pulviscolo del peccato, di ogni pur minima ombra.

Il Cuore di Maria, nella sua immacolatezza e delicatezza, ne percepiva e ne veniva dilaniato per ogni offesa che veniva recata al Santissimo Padre. Un dolore interiore, profondo e celato dietro il suo sorriso. Cosa non le è stato risparmiato: dal distacco così precoce dei suoi genitori in così tenera età all’incomprensione delle compagne nel tempio, dalle persecuzioni, dalle fughe, dalla precarietà, nel vedere il disprezzo verso il suo Figlio Divino, sino a farsi partecipe della sua Santissima Passione e, sotto la croce, assistere allo smembramento delle carni di suo Figlio. Tutto vissuto, partecipato e accentrato con la santità e nella sensibilità d’animo di cotal Madre.

Dopo la morte del vostro Signore, che forse per lei era terminato ogni suo affanno, che fosse finita? Oh, no. Dopo anche l’evento della risurrezione Maria ha vissuto i suoi spasimi di dolore nell’anelito e nello struggimento d’amore di lei che voleva ricongiungersi al suo Figlio Divino, temprata dall’attesa e dall’ubbidienza nel tempo a lei datole dal Santissimo Padre.

Il dolore della Madre prosegue anche ora. Il suo Cuore è sempre trafitto dalla spada nel vedere che gli uomini peccano tanto, dallo stato pietoso della Chiesa, e tutto ciò che nel mondo ne vede e ne comporta dolori, ingiustizie, guerre, e anche la sofferenza che dilania i suoi figli.  Osservare quanti di essi precipitano alla perdizione, e soffre, particolarmente per quelle madri che come lei sono addolorate, con figli malati, agonizzanti o morti tra le braccia per conflitti, per la fame, per la droga, e da quei figli che si sono fatti così duri e ingrati nell’abbandono ai loro genitori.

La Madre comprende e vi è vicina. Potete poggiare il vostro capo sul suo Cuore addolorato. Ella perora sempre la vostra causa. Chiedete per le sue lacrime, per far sì che discendano per plasmare e rendere duttili tanti cuori di figli perché tornino ad amare. Chiedete per i dolori di Maria e riceverete grandi grazie.

Vi benedico.

 

     La sapienza è frutto della fede

17/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, chi sono i figli della sapienza? Sono coloro che seguono Gesù Cristo, colui che è la sapienza divina. Questi si fanno sale della terra: ne vivono e ne mettono in atto le sue opere di salvezza.

Chi sono invece gli insipienti? Quelli che rifuggono il Signore e che vivono cercando di dare continuamente un senso, un significato alla loro esistenza nelle svariate realtà umane, senza darne mai pienezza al loro cuore, così come accade nel Vangelo di oggi, in cui i farisei disdicono e dichiarano indemoniato il Battista perché vive di austerità, di privazioni e digiuni, ma ugualmente danno sentenza di condanna anche alla mia Persona, poiché mi ritengono un mangione e un beone tra i peccatori.

Essi si ritengono superiori, i giusti, la cui religiosità professata nelle loro norme supera ciò che Io sono ed insegno, ed è bastante a sé stessi. Non posseggono un fondamento di verità, non sanno riconoscere perché non posseggono la vera sapienza.

Lo stesso accade oggi. Il comportamento umano si ripete continuamente nella storia. Gli uomini si fanno insipienti. Le moltitudini non accolgono più la fede, dato che se vengono indirizzati a viverla nell’austerità, nella via della mortificazione, esse giudicano che è un sentiero inumano, da folli, ma altrettanto rifiutano il mio insegnamento che porta il suo riscatto e la sua cura nell’amore tra le creature poiché ritengono che a loro non necessiti. Sono già secondo i loro criteri persone per bene, sono già arrivati ed è bastante al loro modo di vivere, alla loro coscienza e moralità, non hanno bisogno di Cristo.

Ma cos’è la sapienza? La sapienza è la fede, è la fede in Dio. A questa affermazione, molti diranno che la fede e sì una grazia che si può ricevere, un dono di Dio. Sì, figli miei, è sì un dono, ma il Signore lo offre a tutti. Non ha figli o figliastri, ma attende che essa sia ricercata, desiderata, chiesta. Se non c’è nessun anelito, se c’è indifferenza, come può offrirla a chi non lo vuole?

Richiede altresì che ci sia una conversione, un cambio di comportamento, una remissione dal peccato. Ma se la creatura non vuol retrocedere dal suo cattivo agire come può l’altissimo Signore dare la fede, che è un tesoro prezioso, a chi la calpesterebbe sotto i suoi piedi, continuando a peccare?

Voi direte: “Ma se non c’è un’iniziale motivazione nella fede, come può la persona comprendere ed avere desiderio e porsi alla sua ricerca e alla sua conversione?”.

Figli, Iddio ha posto nello spirito di ognuno il suo Santissimo Alito, il soffio che vi dà vita. Ha posto il suo timbro di luce che dà già senso al bene, al cammino di rettitudine da percorrere in ogni uomo. È l’uomo che deve fare la sua scelta.

Ecco, il Santissimo Padre è alla porta e attende il figliol prodigo nel suo ritorno, pronto a dargli il suo perdono ed arricchirlo dei suoi beni, ma attende che sia il figlio a scegliere che torni a lui. È il figlio che lascia il suo pantano per staccarsi da esso ritornare al Padre e ritrovare così la propria dignità di figliolanza divina che ne rioffre tutta la sapienza per vivere in grazia.

Figli miei, siate sapienti, vivete della fede che vi innalza nella sua sapienza. È essa che fa vivere la vera vita. Nell’insipienza che si fa stoltezza è il vuoto che si disperde nel nulla.

Vi benedico.

 

     La dissacrazione della Santa Parola

19/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, San Paolo vi ammonisce: “Non cambiate il senso alla Santa Parola, non la deformate dando cambiamento alla dottrina di Cristo. Guai a coloro che commettono tale empietà. Per il Signore si fanno scomunica”. Tutto ciò che fomenta queste persone, che trasformano e dissacrano la Sacra Parola, è l’orgoglio e la superbia.

Ecco, la Chiesa è caduta nel loro inganno. Essa, che detiene il tesoro divino, si fa spesso traditrice del suo insegnamento deformando di conseguenza le coscienze e creando il caos, la confusione tra i figli di Dio. Vi è entrata l’ambiguità, il doppio senso, l’equivocità.

Se per i secoli la Chiesa si è fatta depositaria della verità, pur tra i gravi peccati che ne commettevano gli alti poteri, essa veniva difesa e se ne combattevano le eresie che il nemico continuamente ha cercato di insinuare per darne spaccature e divisione. Se per secoli le moltitudini si sono santificate mediante la stessa Sacra Scrittura, se si sono fatti santi del medesimo insegnamento recepito integralmente, forse che oggi non sia ugualmente valido? Perché darne variazione? Ciò accade non per volere del Santissimo Padre, ma per volontà dell’uomo.

Oggi il discorso si fa subdolo, affermando che sì, vengono mantenuti saldi gli insegnamenti secondo la tradizione e il magistero della Chiesa, sicché, ad esempio, viene sempre difeso il fondamento del matrimonio composto da uomo e donna, ma poi da molti in essa vengono benedetti e accolti altri tipi di unioni, altre forme di sessualità, per quanto Iddio nelle Sacre Scritture ne abbia dato bando di immoralità e di grave peccato.

Il Padre celeste accoglie tutti e ama tutti peccatori, ma per darne cura ed emendarli nella conversione alla loro santità. Non accoglie e benedice il peccato che compiono le creature che ne danno, anzi, manifestazione del loro vissuto! Dando la Chiesa o parte di essa benedizione ad essi, se ne accredita il cattivo comportamento, il proseguimento alla loro cattiva azione che, se viene accolta persino dalla Chiesa, quando ci si emenda?

Prima ci si emenda e ci si libera dal peccato compiuto vivendo in castità. È solo nella conversione attuata che se ne può vivere la grazia e la benedizione divina, che non può che assimilare a sé e trasfondere la sua natura e i suoi santi elementi a ciò che gli è simile, ma rifiutando e non assimilando ciò che gli è contrario.

La Chiesa da madre deve essere accogliente nella sua cura, non per falso pietismo, per una misericordia fallace che riceve e accoglie mantenendo la malattia del peccato, simile un medico che non offre nessuna medicina, nessun farmaco al paziente mantenendo il suo stato di malattia, che lo condurrà al suo aggravamento e poi alla morte.

L’amore di Dio educa, risana, ricrea a nuova vita, quella divina. La Maddalena prima è stata liberata dai suoi sette demoni che la occupavano, liberata dalla sua prostituzione, e solo poi, da donna libera, si è posta al servizio del Signore. Cosa ne apporterà di questi figli che sono sì amati dal Padre, ma che ne vuole la loro ammenda, il loro cambiamento, dato che, se è accolta l’immoralità praticata, il servizio offerto da queste anime è un servizio che inquina, che ne porta la sua corruzione e ne corrompe la Chiesa.

Amate i peccatori e dite loro “Va’, e non peccare più”. Ugualmente, ciò è valido per le coppie dei divorziati e risposati. Iddio ne ha dato già ad essi il Sacramento nel precedente matrimonio, Sacramento che è indissolubile. Se ne può accogliere la separazione per motivi gravi, profondi, ma il Sacramento sempre sussiste ed è presente dinanzi a Dio, che vi ripete: “L’uomo non separi ciò che egli ha unito”. Non può essere variata la parola di Cristo per seguirne il compiacimento e le mode umane.

La Chiesa, ahimè, si è piegata e si è fatta compiacente alla volontà dell’uomo, alla sua mentalità che ne accredita la divisione tra gli sposi ormai per futili motivi e, a parte alcuni casi in cui realmente c’è difetto dell’unione sponsale e se ne decreta l’annullamento, oggi è diventato il supermercato che spesso per denaro né da ogni dispensa. Affermano: “Ma è per la loro felicità. Non si amano più come un tempo”, ma Io vi dico: “Questa non è la volontà di Dio”, che non vi ha creati perché voi siate felici sulla terra secondo le vostre esigenze e desideri, ma che vi forgiate alla croce che solo vi aprirà alla felicità del cielo.

Viene data da molti la possibilità ai divorziati e risposati di comunicarsi e di accostarsi ai Sacramenti, e vengono a ricevermi. Ma come possono vivere l’Eucaristia se non sono in comunione con il Signore, se non sono in primis in comunione con la volontà del Santissimo?

Facendosi così accomodanti e così giustificanti, entra nella Chiesa la putrefazione del peccato accettato, nascondendosi dietro a una falsa misericordia che ammala maggiormente e ne porta la sua infestazione. Quanti alti prelati, sacerdoti, operatori nella mia casa sono così accondiscendenti, dando meno credito alla sacralità del Sacramento, e così ossequiosi alle colpe che si continuano a commettere. Ne danno il loro beneplacito, sì che la Chiesa si spoglia delle sue file di credenti, poiché non è più vissuta l’integrità della Santa Parola a cui non viene data fedeltà alla sua testimonianza. Essa si fa vuota di spirito e non feconda più le anime.

Cosa fanno gli uomini? Pensano di ripopolarla accogliendo anche ogni marasma di male per accontentarne le folle, ma non sanno che non è nella quantità del numero, ma nella qualità della sua santità che, pur nel numero esiguo, Iddio fa fermentare la sua massa e ricreare la Chiesa.

A questo motivo che essa dovrà subire la sua grande purificazione, lavandola nel sangue del martirio per liberarla dal male che la corrode e farla rinascere più santa e radiosa di prima.

Vi benedico.

 

     L’edificazione della Chiesa

25/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, Iddio vi chiama a costruire la sua Chiesa, non la chiesa di mattoni. Sussistono già moltissime chiese, basiliche, santuari, tempi costruiti in suo onore rivestiti di ogni fregio e ornamento, di così tante bellezze artistiche che nel corso dei secoli ne hanno arricchito e ampliato della loro attrattiva.

Iddio vi richiama invece a costruire la Chiesa della vostra anima, nella quale egli vuole prendere dimora, vuole venirvi a risiedere e regnarvi. Ma come può? Come è possibile dinanzi a moltitudini di anime che si sono fatti tuguri abbandonati, baracche desolate, se non paludi malsane, occupate come sono dai peccati e dal male che compiono, sicché lo spirito in esse si è fatto agonizzante.

Nella prima lettura il Santissimo Padre esorta il popolo a costruire il suo tempio, la sua casa, perché sia segno mezza di essi della sua presenza, ma il popolo non vi si mette in opera. Gli uomini presi come sono dalle loro incombenze, non pensano che a costruire sé stessi nel lavorare, nel cibarsi, nel darsi preoccupazione delle proprie necessità della sola propria vita e, nonostante tanto affanno, non ne trovano felicità e tutto quello che viene fatto non è mai bastante.

Il richiamo alla costruzione del tempio a Dio dedicato è perché sia punto di riferimento, convivenza e partecipazione al suo popolo, segno della sua vicinanza e soccorso alle creature, ma anche gloria che egli attende dai suoi figli, onore e offerta, amore da presenziare a lui. Ma gli uomini se ne fanno dimentichi senza comprendere che, senza la presenza di Dio in essi, tutto si disperde e si fa vuoto.

È ciò che accade anche ai giorni vostri: le moltitudini corrono, si agitano, si affannano, si logorano sempre più per maggiorare le proprie sostanze, i propri beni, agi, la posizione, in modo che dia loro la felicità. Ma, come afferma la parola, si fanno della loro vita un salario deposto in un sacco forato: tutto si disperde, dato che solo chi opera con Dio costruisce e mette a frutto il suo raccolto. Solo con Dio ogni cosa prende senso e significato, apre alla speranza di ogni bene da acquisire, alla rinascita di ogni fioritura di vita nuova.

A questo motivo che il Signore vi invita prima a costruire la chiesa della vostra interiorità, eliminando tutto ciò che impedisce l’elevazione alla santità, bonificandola dai peccati per renderla pura e benedetta in modo che sia degna che il Santissimo ne prenda il suo seggio.

Quanto più le anime si elevano nello spirito e si colmano della grazia che esse si fanno costruzione di una Chiesa comune e santa. Quanto più invece le anime si allontanano da Dio e dalla sua grazia, quanto più essa cade nella sua corruzione. Siete voi che fate la Chiesa.

Lo Spirito Santo è sempre presente e fedele in essa, ma agisce nella sua potenza, nell’effusione dei suoi doni e ivi si irradia nel suo tempio costruito dalle creature nella misura della loro santità.

Ugualmente non solo per i fedeli, ma pure per i medesimi pastori, per gli operatori che operano nella Chiesa, nella misura in cui essi stessi partecipano e vivono dell’amore di Dio acquisito nella loro santità che si fanno mezzo di edificazione che rende la Chiesa più bella e gloriosa, più benedetta per accogliere i suoi figli, per essere loro il lume che li richiama, testimonianza alla loro fede esercitata per far sì che nell’unione se ne possa fondare continuamente la sua creazione spirituale.

“Riflettete bene sul vostro comportamento”, dice il Signore sempre nella prima lettura, emendatevi dal vostro cattivo agire, riprendete le redini della struttura della vostra anima nel divino insegnamento, nella strada della rettitudine: vi fate così quel mattone che, unito all’altro, ne danno edificazione, ove il Signore dice: “Mi compiacerò e manifesterò la mia gloria.

Vi benedico.

 

     Le realtà soprannaturali

28/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, l’uomo non crede più alle realtà soprannaturali, immerso come nel suo materialismo non sa vedere e riconoscere se non ciò che è terreno, non sa andare oltre e avere una dimensione interiore che lo elevi nello spirito, che dia significato a ciò che lo attende nella prossima vita.

Eppure, queste realtà soprannaturali esistono, sono reali e vivono la loro condizioni sia di beatitudine nella gioia delle meraviglie celesti, o nel luogo di purgazione ove le anime si purificano nella sofferenza, oppure sussistono nella loro realtà più brutale e terribile degli inferi eterni.

Ah, se poteste avere la testimonianza di queste anime viventi nei loro luoghi, se poteste vedere e ascoltare un beato: egli vi esalterebbe della gioia che lo pervade, delle dolci consolazioni che lo colmano nel tripudio di delizie e gloria delle quali partecipa e inneggia.

Ugualmente, se poteste vedere e sentire un’anima purgante, essa descriverebbe la sua sofferenza, il grido di aiuto al suo dolore, ma ne darebbe anche visione di un patimento vissuto nella pace e nella speranza che sempre tiene l’anima fusa al suo Signore.

Se ancor più poteste vedere e sentire un’anima dannata, che solo per intimazione di Dio ne fosse obbligata, poiché niente farebbe che potesse essere buono nella testimonianza alla vostra ritrovata fede, ne vedresti digrignare i denti dalla rabbia, gridare il suo spasimo, la sua malvagità riflessa in essa, che tutto vorrebbe distrutto e tutti condurre al suo medesimo luogo di perdizione, ove la morte è continua ed eterna.

Forse direte: “Dinanzi a queste visioni, gli uomini crederebbero”, ma, come afferma la parabola del ricco Epulone che dal suo stato di pena invoca Abramo perché potesse essere inviato un morto risorto dinanzi ai suoi fratelli per far sì che credano e non finiscano nel medesimo luogo ove egli è, Abramo ne dà risposta dicendo: “Hanno Mosè e i profeti. Se rifiutano il loro insegnamento, se non accolgono le Sacre Scritture, essi rifiuterebbero anche la visione di un’anima risorta”.

Come mai queste anime sono ognuna in uno stato diverso dall’altra? Perché esse stesse con il loro vissuto lo hanno scelto. È già da questa terra che ne vivono la sua condizione. Se la creatura vive permeata dalla presenza divina, pur nel cammino peregrinante di questo mondo con le sue prove essa già vive del suo stato di grazia, della sua letizia, della sua pace: già pregusta ciò che poi vivrà nel compimento della sua perfezione nel regno.

Lo stesso accade se la persona è altalenante, se tra vicende, incontri e cadute vive la sua fede: il suo incontro con Dio tra tempi di unione e tempi di distacco e crisi. Essa sta già sperimentando il suo stato di purgazione, la sua purificazione che giunge nel suo cammino dopo il transito in purgatorio a farsi completa e volgersi pienamente a Dio.

Se invece, se la persona vive il suo stato di malvagità, di perversione, spargendo ovunque il suo male con le sue relative conseguenze, senza reticenze e pentimento, osannando il peccato che compie, ecco, sta già assaporando l’oscurità del tormento eterno che lo pervade.

Come poter già gustare e unirsi il prima possibile all’unione beatifica di Dio nel suo stato di grazia? Lo descrive la seconda lettura di San Paolo a Timoteo: “Siate uomini di Dio”. Tendete alla giustizia, alla pietà, alla carità, alla mitezza, alla pazienza. Combattete la buona battaglia della fede per raggiungere la vita eterna.

Ecco, il Signore è qui per aiutarvi a viverne, per far sì che partecipando di tali virtù ne assimiliate della natura divina per farvi a sua somiglianza, e ciò che è simile si attrae a sé per farsi unica realtà.

Io vengo in voi, discendo in tutti i vostri abissi personali, nei vostri tormenti. Finché siete sulla terra Iddio si occupa di tutti, giubila di coloro che lo lodano e lo amano intrattenendosi in essi nell’amore fuso. Viene a coloro che penitenti hanno sbagliato, ma si emendano e sofferenti invocano il suo aiuto: il Padre li risolleva e con loro condivide la pena e la riconquistata dignità di figli. Si occupa pure di coloro che sono malvagi perché, finché c’è ancora il tempo qui nella vita terrena, fa di tutto per risanarli e ricondurli a sé per sottrarli dalla fossa.

Io sono colui che vi sana, che può discendere nelle vostre viscere più interiori, entrare nelle vostre profondità, liberarvi dai tormenti e dissipare le oscurità, ma voi datevi a me, datemi i vostri dolori, i vostri limiti, i vostri peccati, ché Io li risano.

Se voi avete fiducia in me, chi più di me può occuparsi di voi? Chi vi può amare più di me? Chi, se non Io, vi fa superare la terra che vi sommerge, la materia che vi sovrasta, farvi vincere gli inferi, superare la purgazione, condurvi diretti nei cieli, se non Io?

Vi benedico.

 

     I Santi Arcangeli

29/09/2025

Gesù

Mia piccola Maria, oggi celebrate i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, i risplendenti spiriti celesti, gli arditi cavalieri, i prodi combattenti che riardono della stessa sostanza del fuoco di Dio. Essi avvampano della sua fiamma sempre posti dinanzi al suo trono, pronti ad ogni suo cenno, desiderosi di porsi al suo servizio.

Al loro comando sono sottoposti miriadi di schiere di angeli, gli eserciti dell’Altissimo, innumerevoli e senza fine, che sono pur essi, suddivisi nella loro gerarchia divina, sempre pronti ad ogni loro comando.

Gli Arcangeli, puri spiriti fatti della stessa fortezza di Dio, e quindi imbattibili, riardono nella loro incessante adorazione al cui sguardo della loro visione, se vi fosse possibile, non potreste sostenere, sicché i medesimi arcangeli in talune occasioni per disegno divino si sono adoperati a rivestirsi in sembianze umane che li rappresentassero.

Se essi non ci fossero sempre stati al vostro fianco, la terra non più sussisterebbe.

San Michele è colui che combatte faccia a faccia contro il diavolo e le sue potenze sataniche. Già nella grande battaglia nei cieli lo aveva sconfitto, ma la battaglia ancora persevera e durerà fino alla fine del ciclo della terra. Il maligno non fa che rispuntare come la zizzania maligna che Michele viene continuamente a recidere e ad estirpare sino a quando l’iniquo verrà gettato e chiuso in eterno negli abissi.

L’Arcangelo Gabriele è al servizio della vita, l’assiste nel corpo e nello spirito. Egli porta l’annuncio dell’incarnazione di Cristo, non solo a Maria, ma nella storia di ogni uomo che conduce e lo porta all’assimilazione della fusione tra la creatura e Dio, cercando continuamente di innestare la vita divina nei figli dell’uomo.

Raffaele è colui che cura, che si protende e accompagna lungo il cammino umano le creature, cercando di sanarle non solo nei corpi, ma nelle anime, dato che la corruzione del peccato nell’anima è origine di molte malattie. Raffaele si adopera per darne la medicina di Dio che si riversa sui malati e li guarisce, sugli sposi in difficoltà, sulle famiglie: vi dona l’antidoto per cacciarne il nemico che è il fautore di tutti i vostri mali.

Come mai, allora, nonostante le loro potenze l’umanità decade alle sue tribolazioni? Essi possono nella misura in cui uomini richiedano il loro aiuto, che li preghino e desiderino di essere da loro soccorsi, rispettosi come sono della libertà umana a cui Dio ha posto il suo limite.

Se l’umanità li invocasse, li onorasse con fede e devozione, ove più sarebbero le guerre, i dolori, le ingiustizie. Se la stessa Chiesa continuamente li pregasse, li onorasse, ne celebrasse i riti il nemico ne verrebbe cacciato perdendone ogni potere.

Figli, fatevi amici dei Santi Arcangeli. A chi ad essi si consacra e li prega, essi se ne prendono tutela: vi seguiranno, vi saranno accanto nei vostri frangenti più ardui, nei momenti di prove e sofferenza vi sosterranno, vi spianeranno il cammino, si prenderanno cura e carico dei vostri problemi. Saranno fedeli alla vostra difesa sia nella vita come nel tempo del transito e peroreranno la vostra causa nel giudizio.

Fatevi loro figli, ed essi mai vi dimenticheranno. Saranno il vostro scudo, la vita divina interiorizzata in voi, la vostra medicina.

Vi benedico.