Epopea salvifica del cristianesimo vittorioso

Ave, Maria!

26/10/1980

Il mirar della scienza gli astri è comune appartenenza all’erudizione umana, ma poco o nulla può mutare l’uomo del tempo e della natura.

Prosopopea assurda, dunque, a vanto sol di sé stessa, la scienza che non sa collocarsi tra uno dei più bei doni di Dio, negando Dio che è grembo materno di ogni cosa creata.

Mirare al compiacersi di Dio per la sua creatura è evincere la potenza divina che tutta sa dissolversi in una lacrima di commosso amore verso Dio, che ama annullarsi nella creatura e che, da perfetto Amore quale è, invita la creatura ad amare ed annullarsi in lui.

Cosa brama di più la creatura che l’esser tale, quale magistrale tocco divino del capolavoro universale?

A capo di ciò è l’amore, quale fine di ciò è l’amore, per la circolarità divina di tutto ascrivere in sé perché solo così l’amore può ampliarsi all’infinito.

Potenziare la vita cristianamente è dare all’onnipotenza divina la possibilità di forgiare i cuori, a mo’ di lama a doppio taglio, perché la Parola vinca in ognuno l’impari battaglia al male.

Come non riconoscere l’arma unica a difesa di ogni male quale è Cristo, Eucaristia, e Cristo, la Parola?

Non dimentichino i cristiani che Pietro da Gesù fu chiamato a camminare sulle acque, perché ciò esige la fede, e ciò è ritenuta follia da coloro che tutto ritengono di sapere, pur non sapendo realizzare neppure una “O” col bicchiere.

Mirare ad essere tutti di Cristo è follia delle più sopraffine, perché lui stesso abbracciò la follia della Santa Croce per salvare tutta l’umanità.

Nel richiamo materno, vigile e potente di Maria Santissima all’errato procedere delle anime in modo non cristiano, pur professandosi tali, vi è la “Donna vestita di sole” che conclama in sé la realtà della luce che del giorno della vita universale indica la nascita ed il tramonto, segno di un giorno che muore e di una nuova aurora che tutto innova, ove vivere sarà con Dio regnare.

 

(dagli scritti di Anna Maria Ossi